Le storie sono tutte diverse ma alcune sono più diverse di altre …

Sono entrambi uomini a cui piacciono gli uomini ma uno finisce nel tritacarne mediatico, l’altro è tutelato dalla privacy.

La differenza tra i due? Quello che finisce triturato è Luca Morisi, collaboratore di Matteo Salvini. Quello tutelato dalla privacy è il portavoce di Romano Prodi. Due pesi e due misure adottate in due periodi temporali diversi ma vicini.

Ne parla mirabilmente oggi su La Verità Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano indipendente da lui fondato.

Ricorda una notte di marzo 2007, quando il portavoce dell’allora presidente del Consiglio Prodi fu paparazzato mentre, al buio, con la macchina si affiancava a un transessuale e abbassava il finestrino. Si aprì un fascicolo d’inchiesta. Belpietro pubblicò foto e notizia, lo travolse un’ondata di indignazione dei colleghi perché aveva osato invadere la sfera privata di un politico. Contro di lui Enrico Mentana, Giuliano Ferrara, Gad Lerner. Intervennero l’Ordine dei giornalisti e il Garante della privacy (un prodiano doc).

Con Morisi la musica cambia, è tutto un altro paio di mutande ma la vicenda puzza di bruciato.

Repubblica e Il Corriere della Sera si sono triturati nel tritacarne mediatico che hanno imbastito. Prima hanno scritto che la notizia della droga (e festini con gigolò romeno) di Morisi era trapelata dopo che i carabinieri avevano fermato e perquisito un’auto, scovando la droga nell’abitacolo della vettura. Poi hanno detto che ad avvisare le forze dell’ordine è stato il gigolò romeno. Perché avrebbe dovuto farlo? E’ stato pagato? Su Dagospia leggo di cose che so già perché si verificano ovunque, anche in periferia, di transessuali e gigolò che portano la droga ai festini per far divertire i loro clienti, senza freni. Sarà per questo che due prostituti venivano a costare duemila euro a testa, era compresa pure la droga. Risultato: siamo all’ennesima storiella creata ad arte per sputtanare il nemico. E’ sempre colpa di Palla di neve se qualcosa non va alla fattoria degli animali. Ma il più porco dei porci è Napoleone (alias Lenin).

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