Movida violenta: la testimonianza

Un ragazzo si è trovato ad assistere alla notte di violenze e follia esplose tra sabato e domenica a Porto San Giorgio, dentro e fuori da un locale all’angolo tra il lungomare Gramsci e via Oberdan. Alle tre un gruppo di nordafricani ha scatenato l’inferno. Sarebbe il solito gruppo di Lido Tre Archi, lo stesso all’origine di quasi tutte le risse che hanno tenuto banco quest’estate in riviera. Chi ricostruisce l’accaduto, coetaneo della gang, dà uno spaccato tremendo della movida.

Dal racconto emerge la ferocia inaudita di giovani sfrenati senza controllo né remore. Una barbarie che rischia di sconfinare in tragedia. A un ragazzo hanno spaccato la testa, lo spray urticante e i cocci di bottiglia hanno ferito persone. La polizia non è riuscita ad arrivare nell’immediato e i violenti se la sono svignata. Non è più solo un problema di ordine pubblico. A rischio è l’economia dopo le persone. I locali devono lavorare ma in queste condizioni è impossibile.

I violenti fanno il finimondo, la gente finisce al pronto soccorso e le attività rischiano di chiudere. A pagare il prezzo dell’ultima faida è un ragazzo con la testa spaccata finito all’ospedale, ma è anche il Puerto Banana Beach. I balordi hanno minacciato il titolare dicendogli che non lo avrebbero fatto più lavorare perché aveva cercato di allontanarli per limitare i danni. Uno degli aggressori è rimasto ferito nella ressa. Chi ha visto racconta di una serata con dj set, musica fino alle tre, poi: «quando il dj ha annunciato l’ultima canzone c’è stato un fuggi-fuggi generale perché tre marocchini hanno spruzzato spray al peperoncino. La gelateria si è svuotata e qualcuno fuori si è sentito male. Dopo pochi minuti, finito l’effetto dello spray, alcuni sono rientrati. A quel punto è tornata la banda.

Erano in cinque stavolta e hanno cominciato a picchiare a destra e manca, colpivano gente a caso». Si sono accaniti sul giovane con calci e pugni anche in testa, è stato necessario il ricovero. La banda è tornata alla carica più volte. Prima lo spray poi le mani, infine i vetri. «Hanno lanciato bottiglie contro il muro e le schegge sono schizzate ovunque ferendo persone» viene riferito. Si viene a sapere che Il 113 è stato tempestato di telefonate «ma la polizia è arrivata dopo una quarantina di minuti, quando era tutto finito e i marocchini erano scappati perché avevano intravisto una luce blu» dell’ambulanza. Le forze dell’ordine conoscono i violenti, sono arrivate tardi perché manca il personale. Il prefetto di Fermo Vincenza Filippi ha più volte sollevato il problema ai livelli alti, informando il ministro dell’interno Luciana Lamorgese, chiedendo più uomini e mezzi per il presidio del territorio.

Articolo pubblicato su Corriere Adriatico Primo Piano Fermo Provincia il 21-9-2021

20-9-2021

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest