Il comitato chiede un ufficio al Murri

Salta l’incontro tra il dirigente d’Area Vasta Roberto Grinta, non disponibile al momento, e il comitato fermano per la sanità che, non potendo affrontare così le questioni che riguardano le criticità del sistema sanitario, chiede un punto d’ascolto al Murri. Non qualcosa riconducibile all’Urp. L’ufficio relazioni con il pubblico, a detta dei bene informati, non dà le risposte che servono.

Il comitato vuole qualcosa di utile: un ufficio nel nosocomio per affrontare e risolvere le magagne. Sono troppe le irrisolte e con l’arrivo del nuovo dirigente: «niente è cambiato» dicono Bruno Nepi e Giuseppe Diomedi, del comitato che si fa portavoce delle segnalazioni per disservizi. Dal pronto soccorso agli ambulatori di radiologia e mammografia, dall’emodinamica agli ospedali di Campiglione a Amandola pare che niente funzioni come dovrebbe.

Dal primo e unico incontro del comitato con il dirigente Grinta, il 16 luglio, sono passati quasi due mesi e «vorremmo sapere se sono stati pubblicati i bandi per l’assunzione di personale» dicono Nepi e Diomedi. Al pronto soccorso sono arrivati nuovi specialisti ma saranno preparati ad affrontare le criticità secondo la loro specializzazione? Questi sono i dilemmi, perché «se un ex specialista in oculistica si trova a gestire un politraumatizzato, mi preoccupo» taglia corto Nepi.

Passata la fase acuta del covid a che punto siamo? «Siamo al punto che, a un anno dal pensionamento della direttrice Anna Fiorenza Padovani, la direzione medica è ancora in mano ai facenti funzione» sbotta Diomedi e parla delle difficoltà che ci sono nei reparti, dove chiede di «dare informazioni precise ai parenti dei ricoverati, per prestare assistenza secondo necessità».

Si chiede in particolare «un punto di ascolto al Murri, un ufficio con una figura di riferimento» avvertono i referenti del gruppo spontaneo nato per fare da pungolo ai vertici della sanità. A Fermo, dopo i pensionamenti del personale, i disservizi sono sotto gli occhi di tutti. Saltano le visite mediche, gli appuntamenti sono rimandati di un anno con le mammografie urgenti che vengono spostate al 2023, gli infartuati in terapia che trovano l’ambulatorio chiuso e non sanno dove andare a sbattere la testa. A breve s’inaugura la nuova tac: «ma doveva essere pronta almeno quattro anni fa, non c’è niente da festeggiare!» brontola Diomedi.

L’emodinamica a Fermo non c’è, i fermani con problemi cardiocircolatori sono svantaggiati rispetto ai residenti di altre province marchigiane. Per il comitato questo «è vergognoso!» Infine la novità del robot chirurgico: «è solo fumo negli occhi senza il personale adeguatamente formato all’utilizzo delle strumentazioni. L’azienda sanitaria, se si chiama azienda, deve funzionare come un’azienda. Soprattutto quando tratta della salute, della vita delle persone» la chiosa.

10-9-2021

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