Goldstein e le leggi della dittatura

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Sesto comandamento: la guerra è pace. Come creare un nemico

Per esistere, la tirannia ha bisogno di un nemico, di un avversario. Non importa chi sia, perché in ogni caso può essere cambiato in corso d’opera e in base agli interessi del momento. Chi ieri era un nemico può oggi improvvisamente trasformarsi in un amico e altrettanto improvvisamente tornare a essere un nemico in qualsiasi altro momento, oggi stesso o domani, secondo i vari mutamenti di alleanze e le decisioni del Partito.

Quello che importa è avere un capro espiatorio in grado di raccogliere su di sé tutto l’odio, il risentimento e le passioni tristi, e di attirare tutta l’aggressività della retorica e della sofistica del potere.

Diventa quindi fondamentale organizzare cerimonie dedicate all’odio nel corso delle quali il volto e il nome della persona che il potere presenta come proprio nemico numero uno possano venire fischiati, oltraggiati, insultati e denigrati. Non c’è soltanto la “Settimana dell’Odio” ci sono anche i “Due Minuti dell’Odio”, durante i quali Goldstein, il nemico del popolo, viene vilipeso. Il proposito del Partito è di eliminare completamente e definitivamente il “goldstenismo”. La Settimana dell’Odio presuppone programmi televisivi, film, immagini di propaganda, notizie false, articoli diffamatori a messo stampa, striscioni, manifesti, pennoni e bandierine. Si riesce a mettere in piedi anche “un raduno di protesta” in reazione a un’ondata di violenza scatenata in realtà dal potere stesso e strumentalmente attribuita ai sostenitori di Goldstein.

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