Tre Archi: siamo pronti a migliorare ma è necessaria più integrazione

Espulsioni solo sulla carta e stranieri irregolari sconosciuti alle forze dell’ordine ingrossano le fila della delinquenza. Gli ultimi fatti avvenuti a Lido Tre Archi nella settimana che sta finendo ripropone il problema dell’immigrazione selvaggia. Gli esperti dicono che le espulsioni sono uno dei principali problemi della gestione dei flussi migratori.

I provvedimenti nei loro confronti scattano dopo che è accaduto qualcosa di grave, come nel caso dei poliziotti aggrediti in via Aldo Moro martedì scorso o della donna percossa nello stesso giorno. Sul problema dell’immigrazione e della difficile integrazione si concentra il prefetto di Fermo Vincenza Filippi che affronta l’argomento da più prospettive: sul piano della riqualificazione urbanistica, della formazione, della prevenzione e repressione dei reati. Una vasta esperienza nell’immigrazione quella del prefetto, è stata responsabile di tutti i centri per immigrati in Italia, è stata tre anni e mezzo commissario straordinario a Lampedusa con 5 missioni in Libia, al Ministero degli Interni è stata capo segreteria con delega all’immigrazione.

A Fermo dal marzo 2019, la prima cosa che ha fatto è stata un comitato per Lido Tre Archi. Dice che, seppure non si può paragonare il quartiere fermano alle grandi metropoli urbane, sul piano della delinquenza, si sono venuti certamente a creare momenti che non possono non preoccupare tra aggressioni, occupazioni abusive, spaccio, furti e rapine. Tutte queste situazioni limite si vengono a creare anche «per una conformazione urbanistica di un certo tipo» spiega, evidenziando che, laddove non c’è una stazione dei carabinieri, una farmacia, l’ufficio postale o la chiesa, l’integrazione è più difficile perché «nei grandi agglomerati urbani mancano sempre questi centri di aggregazione». Il prefetto riconosce che certi problemi sono dovuti «a un’intensificazione del fenomeno dell’immigrazione che, nel corso del tempo, su tutto il territorio nazionale, ha posto in essere una serie di turbative dell’ordine pubblico».

Appena insediata, dicevamo, ha predisposto «il primo comitato su Tre Archi per capire quali erano le peculiarità e le criticità del territorio». Il lavoro svolto «è stato tantissimo ma non si può dire che il risultato sia completato, c’è tanto da fare, ne siamo consapevoli. Cerchiamo di andare avanti in un’ottica di miglioramento». Ricorda le ordinanze contro le occupazioni firmate dal sindaco Paolo Calcinaro «ma questo discorso continua ad essere oggetto di approfondimento» avverte e rammenta i servizi mirati e costanti, con l’ausilio del reparto di prevenzione crimine, i progetti di integrazione: «abbiamo fatto approvare un progetto va avanti operativamente, si fa formazione in vista di un’integrazione di comunità che caratterizzano la zona».

Parla del problema dello spaccio, legato quasi sempre a doppio filo con gli irregolari che, in qualche modo, devono trovare un sistema per sopravvivere senza identità e senza lavoro. Dice che su questo piano è enorme è il lavoro di polizia, carabinieri, finanza. «Tutto il mondo dell’immigrazione è da seguire e questa è una delle missioni istituzionali del ministero dell’interno, io l’ho fatto per tantissimi anni. L’immigrazione, stiamo vedendo, diventa sempre più un fenomeno di tipo strutturale, non più emergenziale.

Le prefetture coadiuvano l’autorità centrale, il ministero dell’Interno che impartisce apposite direttive. «Unitamente alla verifica e alla regolarità dei titoli di permanenza sul territorio una uguale importanza è attribuita all’accoglienza – avverte Filippi – anche noi in questa Provincia abbiamo una serie di centri di assistenza e si fanno tutte le verifiche del caso. C’è una grande collaborazione tra prefetti per una distribuzione dei migranti all’indomani dell’arrivo a Lampedusa».

28-8-2021

È ancora a piede libero l’aggressore della turista torinese a Lido Tre Archi che dice «non vorrei fare brutti incontri». L’episodio risale a martedì quando un uomo noto alle cronache ha dato due pugni in faccia a una signora.

Il questore gli ha notificato il decreto di espulsione ma si sa come vanno a finire queste cose quando si ha a che fare con persone che non hanno niente da perdere e considerano carta straccia certi provvedimenti. Per i fatti dei giorni scorsi, aggressioni alla turista e alle forze di polizia che hanno richiesto un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura, pare che tutti (istituzioni e residenti) concordino su un punto: l’istituzione di un presidio fisso delle forze dell’ordine.

ùIl prefetto Vincenza Filippi fa sapere che sarà inoltrata la richiesta, a suo tempo segnalata al Ministero, di incrementare le risorse a disposizione della locale Questura per l’eventuale istituzione di un presidio fisso di polizia, ripetutamente sollecitato da comitati di quartiere. Anche l’associazione dei proprietari di immobili Confabitare torna a farsi sentire in proposito, tramite il suo presidente Renzo Paccapelo che dice «da tempo abbiamo denunciato le responsabilità del sindaco e dell’assessore nello stravolgimento del memorandum sulla sicurezza, che prevedeva, tra l’altro, un controllo di vicinato e il daspo urbano.

Si tiri fuori dal garage il camper della polizia e lo si metta al servizio del quartiere per tutte le operazioni necessarie. Non crediamo ai comitati per l’ordine e la sicurezza perché da questi non è mai partito un indirizzo per efficaci indagini patrimoniali a carico dei soggetti più in vista nel racket degli immobili e nelle attività illegali. Sulla videosorveglianza – continua il referente di Confabitare Fermo – nessuno mai si è chiesto se siano efficaci, se funzionino. Così come si ignora come procede la riqualificazione del quartiere. Per questo abbiamo interessato della questione quattro mail in 12 mesi al ministro dell’Interno, corredate da un nutrito dossier e c’è un’interrogazione parlamentare in corso». Confabitare fa sapere di avere inviato una lettera anche a Franco Gabrielli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri.

28-8-2021

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