A Sinistra hanno scoperto gli afghani, peccato sia solo propaganda, zero umanità

È corsa al salvataggio degli afghani. La sinistra, avendo perso tutto, elettori e identità, non rappresentando ormai da 40 anni i lavoratori gira sempre in tondo. E siamo sempre alle solite, è il solito giochetto che si ripropone. Adesso il pass per apparire umani (come non sono, direi piuttosto cinici) la offre il Paese in guerra. E allora ecco che, tornando dalle vacanze, vedi esplodere certi movimenti, i soliti …

Gruppi di persone dicono d’impegnarsi (a chiacchiere) per risolvere i problemi di un popolo. Li osservi, ormai riconosci certi polli. Leggi certe sigle, vedi l’appartenenza a sinistra dei soliti «umani» metto tra virgolette perché per me non lo sono.

Vedi la faccia barbuta dell’infermiere che dice di aver lavorato per una ong italiana, non si capisce quale, non lo scrive.

Ricordi che, quando chiedesti un’intervista al soggetto, per fargli raccontare le sue esperienze «umanitarie», te la rifiutò, mostrandosi anche piuttosto indisponente.

Adesso, guarda caso, vuole parlare.

Ti arriva il comunicato stampa in cui vorrebbero veder pubblicata l’iniziativa sull’emergenza umanitaria in Afghanistan.

E ti ritrovi le solite facce, l’infermiere che fa politica e si batte per la Sinistra italiana in Regione, affiancato dalla tesoriera che vorrebbe una Provincia più a Sinistra. E continuando a guardare sui social, ancora, vedi che questi soggetti si sono presentati alle elezioni regionali l’anno scorso con un movimento che, dicono, sia d’impegno civile, sostenuto da Sinistra italiana e Rifondazione comunista.

Il movimento a sinistra del Pd.

Ben venga la sinistra, ben torni il bipolarismo. Ma non chiamateli aiuti agli afghani.

Chiamateli fatti vostri, porti aperti e pugni chiusi.

 

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