Campeggi, è ora di cambiare regole e vincoli urbanistici

È stata una buona estate per le strutture ricettive en plein air ma tra aree sosta per camper e campeggi le cose sono differenti. I parcheggi danno la possibilità di sostare più giorni a costi minimi e i servizi sono minimali. I campeggi costano come gli alberghi e offrono animazione, ristorazione e tutto il necessario per una vacanza completa. Di fatto famiglie in roulotte, camper e tende non frequentano più i campeggi mentre aumentano esponenzialmente di anno in anno i turisti che fanno la settimana o i 15 giorni in bungalow, nelle casette. Per questa ragione gli operatori delle strutture ricettive all’aria aperta chiedono di adeguare la normativa ai tempi che corrono. Daniele Gatti, presidente di Villaggi Marche, associazione dei campeggi in seno a Confcommercio, dice che, negli ultimi 10 anni, è cambiato il camperista. Essendoci i parcheggi per camper, come Frontemare Parking sul lungomare Faleria.

Gatti, titolare dell’Holiday Family Village, ha fatto notare queste differenze domenica scorsa al ministro al turismo Massimo Garavaglia, sottolineando l’inadeguatezza della normativa che svantaggia i campeggi: «Illudersi di mantenere l’attuale impianto normativo porterà a un eccesso di offerta di piazzole destinate ad essere inutilizzate e a un’insufficiente dotazione di strutture abitative» dice il rappresentante del settore che chiede di armonizzare leggi e vincoli di natura urbanistica e paesaggistica per andare incontro alle esigenze delle imprese. Sarebbero adeguamenti a costo zero, tra l’altro. «Il turista della tenda o della roulotte è scomparso – dice Gatti – i camperisti trovano principalmente accoglienza nelle aree di sosta che sono privilegiate dalla normativa, sono poco controllate e in grado di praticare prezzi non remunerativi».

I campeggi dovrebbero poter puntare su strutture stabili ma i troppi vincoli non aiutano a realizzare unità abitative stabili in queste strutture. Il comparto chiede dunque una «riforma radicale della normativa urbanistica per il settore turistico ricettivo all’aria aperta». Si chiede di «ridefinire le aree dedicate agli esercizi open air come urbanizzate ed esenti dal piano paesistico ambientale regionale, di beneficiare del Recovery fund e di emanare i decreti attuativi per il credito d’imposta». Per i parcheggi camper come Frontemare Parking questi problemi non ci sono. «Siamo soddisfatti di com’è andata la stagione, come l’anno scorso o due estati fa» dice Elpidio Montevidoni titolare dello chalet Sudomagodo, un operatore della cordata di balneari che gestiscono il parcheggio sul lungomare Faleria a sud della Fim.

«Noi l’obiettivo lo abbiamo raggiunto perché volevamo ripulire un’area che, di fatto, era stata abbandonata dall’amministrazione» spiega Montevidoni parlando di quello spazio che, da qualche anno a questa parte, è stato valorizzato ed è ben frequentato da camperisti che vogliono fare la vacanza a Porto Sant’Elpidio o da viaggiatori che vi sostano qualche giorno percorrendo lo Stivale da Nord a Sud e viceversa.

 24-8-2021

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest