Pressing per abbattere la cattedrale

E’ in dirittura d’arrivo l’operazione Fim. La prossima settimana è decisiva. Tra lunedì e martedì Fim Srl, la società proprietaria dell’area sul lungomare sud, presenta la relazione richiesta dalle istituzioni, prima di approdare alla conferenza dei servizi, la cui data è da stabilire.

La sovrintendenza vuol vedere come intende procedere l’impresa (soci maggioritari gli imprenditori Alberto Simonetti e Mauro De Angelis) con l’abbattimento e ricostruzione. Nella relazione sarà spiegato tutto, punto per punto, fa sapere la società. Saranno evidenziati i dettagli della ricostruzione che manterrà intatta l’architettura. IN pratica si ripropone la fabbrica esattamente come era prima.

Gli enti che rientrano nella conferenza dei servizi sono chiamati a decidere (con tutta probabilità decideranno per la demolizione) ma vogliono garanzie dalla proprietà sul post abbattimento. La società queste garanzie le ha prodotte e la linea pare tracciata. A questo punto l’operazione bonifica potrebbe riprendere. Tutto dopo che la società ha deciso di non procedere con la revisione del vincolo, in attesa della conferenza dei servizi. Decideranno Comune, Sovrintendenza, Regione. Con la relazione dell’Università Politecnica in mano, l’aspettativa della proprietà è che sovrintendenza e segretariato regionale rimodulino i pareri per riavviare subito i lavori. Si parte dal presupposto che solo l’abbattimento è possibile per bonificare l’area. Il Comune deve dare un parere di autorizzazione nell’ambito del recupero.

Il clima generale è favorevole a rivedere le posizioni sul vincolo. Anche perché diversamente non si procede. Lo dice chiaro e tondo chi è chiamato a intervenire. «Da sempre abbiamo affermato che, se si risolve il problema della cattedrale, siamo disponibili a far ripartire la bonifica» dice De Angelis, tra i soci è quello che si occupa di questo aspetto.

In pratica, i costi da sostenere per la bonifica (l’investimento) possono essere recuperati «solo ed esclusivamente se la cattedrale viene abbattuta e ricostruita – spiega l’imprenditore – fin quando rimarrà il rudere in mezzo al terreno da bonificare, il valore dell’operazione è fortemente a rischio, tanto più in questo momento, con la crisi dell’edilizia e l’impennata dei prezzi dei materiali.

Aumenti che metteranno in difficoltà tutto il settore». Partendo dal presupposto essenziale che la salute va tutelata, De Angelis rimarca che ad essere inquinata non è solo la fabbrica ma tutto il terreno. Un’area che, finché l’inquinamento non sarà rimosso, rappresenta un enorme problema ambientale da superare in una città come Porto Sant’Elpidio, a vocazione turistica, sul mare. Non può essere che continui a resistere questa condizione praticamente nel cuore del centro abitato, vicino alla spiaggia.

16-7-2021

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