Assunzioni e nuovi servizi, il Murri passato al setaccio

Buona la prima, è andata bene la riunione tra il nuovo dirigente d’Area Vasta Roberto Grinta e il comitato dei fermani che si battono per una sanità funzionale. L’incontro si è concluso con la promessa da ambo le parti di instaurare una proficua collaborazione.

Da una parte c’è un dirigente che si trova alla guida di un sistema nella fase più critica che si potesse avere, con le vaccinazioni ancora in corso, lo spauracchio di nuovi contagi e nuovi posti occupati negli ospedali tra rischio quarta ondata covid-19 e struttura ospedaliera da riorganizzare, mentre Campiglione scalpita per l’apertura del nuovo nosocomio che dovrebbe spazzare via tutte le preoccupazioni.

A parole per il momento. Con il fondatore del comitato, l’ex caposala all’ospedale Murri di Fermo, Bruno Nepi, è andato Giuseppe Diomedi, un infermiere in pensione.

Il comitato, che ha realizzato pure un logo di rappresentanza, è portavoce di molti fermani e di tanti operatori sanitari, in tutto sono già 1.800 persone circa. «Conosciamo molto bene la realtà del fermano, sia dal punto di vista sanitario, sia dal punto di vista socio economico» dice Nepi che, con Diomedi e la loro esperienza ultra quarantennale rappresentano la memoria storica della sanità locale.

I problemi che hanno sottoposto al dirigente appena entrato, sono quelli che tutti i fermani conoscono, ma vale la pena ripeterli: si chiedono progetti che siano raggiungibili, valutabili e verificabili dal punto di vista dell’efficacia, si chiedono strade percorribili, non miraggi.

Si chiedono attrezzature, personale e formazione al pronto soccorso. Si sollecita l’emanazione di bandi di concorso, per assumere personale che deve appartenere all’azienda sanitaria perché, se il reclutamento avvenisse tramite appalti vinti da cooperative, verrebbero a mancare i presupposti per un’organizzazione funzionale a garantire continuità di servizio.

Sulla necessità di specializzazione, sui temi della robotica applicata alla chirurgia e sull’ospedale di Amandola si concentrano le richieste per il momento. Grinta ha preso nota di tutto e prepara il suo piano strategico. Non è che il nuovo capo dell’azienda sanitaria numero 4 non fosse stato già informato dal suo predecessore Licio Livini che a Fermo si sarebbe dovuti ripartire da zero per costruire ex novo una struttura. La prima cosa da sistemare, indubbiamente, è il pronto soccorso. Nelle prossime occasioni si affronteranno altri argomenti.

E’ una corsa contro il tempo ma si è capito che bisogna correre. E’ già qualcosa.

16-7-2021   

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