Finiti i predicozzi pro-lavoratori, si sono inventati un’altra categoria da proteggere. Falsari.

La verità è che se ne infischiano delle lesbiche, degli omosessuali, dei transessuali. Così come se ne fregano degli immigrati irregolari che vivono di espedienti, delinquono, fanno e si fanno del male perché non sanno a chi santo votarsi una volta sbarcati in Italia. Senza soldi, senza lavoro, senza identità.

Le battaglie le fanno per salvaguardare le organizzazioni sinistre che da sempre lucrano con i poveri e bistrattati migranti, tanti dei quali purtroppo muoiono in mare prima di toccare terra.

Finiti i predicozzi pro-lavoratori, perché ormai di lavoratori sono rimasti pochi e quelli che ci sono non se li filano più, si sono inventati un’altra categoria da proteggere, come le famiglie di mafia.

Poiché non rappresentano niente, perché sono troppo distanti dalla realtà, s’inventano le categorie. Ghettizzano, censurano, imbavagliano.

E’ il totalitarismo del pensiero unico, minoritario nel Paese ma dominante grazie al circo mediatico-artistico-culturale che non vede, non sente, non parla se non a gettone, perché tiene famiglia.

La libertà va a farsi fottere e la parodia prende il posto dell’essere, della persona.

Se parli con uno qualsiasi di questi coglioni ti accorgi, dopo 30 secondi, di parlare da solo davanti a un ripetitore che continua meccanicamente a dire “è una conquista di civiltà”.

Ti rendi conto che il registratore di turno non sa cosa siano civiltà  e conquista. Ripete a memoria. Capisci che non puoi perdere tempo a parlare al nulla. Ed è proprio questo il problema. La rinuncia. Così alla fine sarà sempre il vuoto a vincere, la spunterà.

Lasciamo stare il Papa che si preoccupa di tutelare la Chiesa, e Draghi che se ne lava le mani. Non è questione del Governo, dice, ma del Parlamento. Ha ragione, ma quale Parlamento? Quello che c’è chi rappresenta?

Non possiamo farci niente, amici miei. Siamo in balia dei figli dell’ignoranza alimentata dall’ideologia totalitaria della rivoluzione permanente.

Dal sei politico agli scafisti, cancellatori di storia e pagliacci in ginocchio, tronfi di diritti e dimentichi dei doveri, sono il sonno della ragione.

E così ci ritroveremo una scuola che insegna l’educazione omosessuale, non l’educazione sessuale. Sarà celebrata l’ennesima giornata scema per la minoranza da proteggere, mentre la maggioranza, secondo i loro crismi, può pure crepare.

Mi domando, però, perché non si stia ancora ragionando attorno a un disegno di legge che tuteli i grassi, a rischio obesità. E manca pure il  disegno che sostiene i brutti. Non dovrebbero piacere tanto quanto i belli? Gli stolti, non potremmo metterli nella ricerca, visto che siamo a corto di personale? E gli oziosi, perché non dovrebbe esser loro garantito lo stesso diritto al lavoro retribuito degli stacanovisti? E’ una grande ingiustizia pure questa, non trovate? Perché, pur restando sul divano, viaggiando con la mente, non si può portare a casa lo stipendio?

E ancora, manca un disegno a tutela dei delinquenti, i quali dovrebbero avere gli stessi diritti dei derubati. Semplicemente puntano l’oggetto da rubare e se ne appropriano. Non fanno niente di male, o no?

Vedete che di categorie ce ne sono infinite da aggiungere alla lista della stoltezza.

In questo contesto parlare di civiltà, che abbiamo perso nella deriva totalitaria in atto, è artifizio. Non c’è niente di vero.

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