Le spese per i tamponi e il green pass frenano i banchetti nuziali

Riparte il wedding ma con riserva. Non sono usciti dall’emergenza ristoranti, catering e tutta la categoria degli organizzatori di eventi. Migliaia di persone tra fioristi, fotografi, cantanti, cuochi, camerieri, molti dei quali non ci sono più perché hanno dovuto cambiare lavoro.

I matrimoni stoppati dall’autunno scorso restano un percorso a ostacoli. Oggi, giorno della ripartenza, da vedere come procederà.

Il green pass è considerato una maledizione. Il riavvio, dopo mesi di stop imposti dalla pandemia, è di là da venire con le Marche in giallo. Vale per gli sposi, per le comunioni, le cresime, i battesimi. Difficile raccapezzarsi tra vaccinati e non, tra prime e seconde dosi, tra certificati e tamponi. Si riducono amici e parenti. «Sono autorizzate cerimonie e banchetti ma siamo gialli e abbiamo problemi per i tavoli da 4 persone» dice Piero De Santis, contitolare del ristorante Il Gambero a Porto Sant’Elpidio.

«La situazione è peggiorata – continua l’imprenditore, referente Confartigianato per la categoria – da questa settimana banchetti e matrimoni sono consentiti ma il green pass è una maledizione. Tanti non vogliono fare il tampone perché sono soldi da aggiungere al regalo. E noi dovremmo anche controllare agli ingressi chi ha fatto il tampone e chi è vaccinato. La privacy va a farsi benedire. La situazione è insostenibile». Attività che si reggono sui matrimoni hanno perso, in un anno, centinaia di migliaia di euro.

Matia Cugnigni del Vecchio Molino a Rapagnano dice «stiamo ripartendo ma sono diminuiti gli invitati con la storia del green pass. Abbiamo conferme di coppie che dovevano sposarsi l’anno scorso, si ammucchiano tutti a luglio e agosto. Abbiamo un matrimonio venerdì e altri due sabato, ci sarà da correre. Occorre più personale e non riusciremo comunque a recuperare sul perduto perché non possiamo fare due matrimoni in un giorno nella stessa sede. Di mancato incasso, con lo stop, siamo sui 700mila euro».

Troppe cose sono da tenere in considerazione: i due metri di distanza, i dati dei partecipanti da conservare per 14 giorni, l’obbligo di mascherina e di misurazione della temperatura, il buffet senza toccare le pietanze esposte, le band a tre metri dal pubblico.

Come procede sul fronte abbigliamento? «Il wedding è ripartito, i clienti già da una ventina di giorni sono tornati ed è tutta una corsa» afferma Emiliano Bengasi, uno dei più apprezzati stilisti italiani nel settore che aggiunge «per un anno e mezzo ci siamo dovuti fermare e gli aiuti sono stati ridicoli. Gli abiti del 2019 non li abbiamo potuti consegnare perché le coppie continuano a rimandare e di ristori abbiamo avuto 2.800 euro l’anno scorso. Paghiamo mille euro al bimestre solo di luce. Ciononostante andiamo avanti, la nuova collezione ha il solito numero di capi, recupereremo il tempo perso».

Alessio Sardellini è un fotografo di Fermo e riceve parecchie richieste per i fiori d’arancio «l’anno scorso c’è stato un buco e bisogna coprirlo tra luglio, agosto e settembre ma, paradossalmente, non potrò fare servizi due servizi nello stesso giorno – fa sapere – ho perso 20mila euro circa di fatturato». C’è chi si è dovuto reinventare, Andrea Marsili a Petritoli aveva creato, con Tu.Ris.Marche, la capitale dei matrimoni, la wedding destination della Valdaso, ora punta sul cicloturismo.

E gli sposi come la vivono? Massimo Pagliarini di Porto Sant’Elpidio convolerà a nozze con la sua Ludmilla sabato e dice «finalmente ci sono riuscito, dopo tanto tempo. Ci dovevamo sposare in chiesa il 20 giugno l’anno scorso, siamo stati sempre sul chi va là e lei ieri si è sentita male per l’agitazione». Sabato alle 11 scambio degli anelli nella chiesa del Sacro Cuore, 120 invitati. Con Massimo e Ludmilla ci sono 4 figlie, l’ultima nata è Lucia, ha sei mesi. Il vestito della sposa è top secret.

 

Tutti si vogliono sposare adesso, da Milano Laura Perticari arriverà con il suo lui, Matteo Fungo, a Monte Urano in chiesa, per proseguire la cerimonia a Torre di Palme. Data delle nozze il 26 giugno. I due si sono conosciuti all’università e si sono innamorati. Lei marchigiana, lui piemontese. Abitano in Lombardia e stanno per convolare a nozze. Hanno rimandato di un anno, avevano inviato pure le partecipazioni lo scorso 20 giugno. Avevano programmato il viaggio in Africa e si devono accontentare della Grecia: «sarà una mini luna di miele» afferma lei e del vestito fa sapere «quando l’ho visto ho detto “non me lo provo neanche”, quando l’ho indossato, invece, ho cambiato immediatamente idea, me ne sono innamorata».

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