Tre Archi, auto a fuoco

Auto a fuoco nella notte a Lido Tre Archi. I pompieri alle 5 spengono il rogo. Indagano i carabinieri di Porto San Giorgio. L’auto era una vecchia Ford abbandonata da tempo nel parecchio del condominio R5 tra via Paleotti e via Marilungo. I residenti dicono fosse il deposito della droga, la centrale di spaccio sulla piazzetta e il rifugio per la notte di un marocchino che vigilava sulla roba da spacciare. Le ipotesi sono tutte aperte ma il dolo è la pista battuta dai militari. Potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti tra clan o del gesto eclatante di qualcuno che ha pensato di fare pulizia. Il clima è incandescente al punto che la giustizia fai da te diventa possibile. Sarà impossibile arrivare al piromane perché le telecamere non ci sono nella zona e nessuno è stato ripreso.

L’amministratrice di condominio Silvia Iommi dice che sei mesi fa aveva chiesto al sindaco Paolo Calcinaro di far rimuovere la Ford perché ricettacolo della droga. La donna aveva consegnato all’amministrazione anche un elenco di auto sospette. Iommi ringrazia le forze dell’ordine «ma il Comune non sta facendo veramente niente» aggiunge sconfortata. Si viene a sapere che nei tombini che sono stati ripuliti ci hanno trovato di tutto, hashish e cocaina.

I padroni dello spaccio, marocchini e tunisini, ingrassano e il territorio è fuori controllo perché chi è senza identità non può essere controllato né perseguito. Uno di questi è l’uomo trovato agonizzante nel condominio di via Tobagi venerdì e ricoverato d’urgenza venerdì mattina.

Del caso se ne occupa la Questura. Va all’attacco Renzo Paccapelo, uno dei promotori del memorandum sulla sicurezza: «la mancata applicazione chiama in causa sindaco, assessore (Mauro Torresi, ndr) e vigili urbani – dice Paccapelo, presidente Confabitare – la prefettura prenda atto di aver mancato l’obiettivo e cambi passo! E’ ora di aprire un fronte anche sul caso del “gratuito patrocinio” per soggetti spediti a soggiornare a Tre Archi.

Occorre il presidio fisso di polizia prima di arrivare al punto di non ritorno. Abbiamo percepito l’indifferenza delle istituzioni, preoccupate solo di sedare il clamore mediatico, dannoso alle loro carriere. Abbiamo verificato il disinteresse del sindaco e dell’assessore alla sicurezza, mai delega fu più inappropriata. Abbiamo visto il pressapochismo della municipale, una schiera di amministrativi non operativi. Metteremo a punto strategie contro l’indifferenza, per scuotere le istituzioni e battere il malaffare». 5-6-2021

 

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