Un altro privato ricorre al Tar sul tracciato del metanodotto

Si rafforza la posizione del portoelpidiense che è ricorso al Tar per far valere le sue ragioni contro il metanodotto della Snam che attraversa le campagne della Corva e Cretarola e, in qualche caso, si avvicina troppo alle abitazioni. Si allarga così il fronte del contenzioso che riguarda la modifica del tracciato del metanodotto San Marco nel tratto elpidiense. Si dà il caso che un altro residente, proprietario di un vasto terreno con annessa casa colonica in via di trasformazione, è intervenuto nel contenzioso rivolto non solo alla Società nazionale metanodotti, ma anche al Comune di Porto Sant’Elpidio. Vale la pena ricordare in proposito che l’ente comunale a proposito del metanodotto si era limitato ad attestare la conformità urbanistica dell’infrastruttura, considerato che è indispensabile, di pubblica utilità, evidenziando che il nuovo tracciato sarebbe comunque passato in zona agricola. Altri comuni, a differenza di Porto Sant’Elpidio, avevano fornito prescrizioni generali e questo contestano i ricorrenti, il fatto di aver avallato un’operazione senza nulla obiettare. Ora un altro privato si aggiunge all’iter giudiziario in corso per dar manforte alle ragioni già veicolate dall’avvocato Jacopo Severo Bartolomei del foro di Fermo, esposte nell’atto base al Tar, la cui sospensiva sarà discussa il 12 maggio. L’udienza è fissata. Ai Porfiri si aggiunge Emiliano Berdini di Sant’Elpidio a Mare. L’oggetto del contendere è il metanodotto Ravenna-Chieti e riguarda il tratto Recanati-San Benedetto da rifare. Berdini è intestatario di un fondo in zona agricola vicino alla strada provinciale Corvese a Cretarola, ha saputo dal Comune che il nuovo tracciato sarebbe passato nella sua proprietà a pratica avviata, a progetto definitivo già approvato. A tal proposito il Comune non ha disposto prescrizioni, ricordiamo. Appreso che i vicini di casa avevano impugnato il decreto ministeriale e fatto ricorso il 6 aprile Berdini si aggiunge alla lista. Si associa evidenziando la carenza di istruttoria, l’eccesso di potere per sviamento, la violazione e falsa applicazione della legge. Sulla questione ci sarà da discutere nei prossimi giorni, si sono costituite in sede cautelare le controparti: Mise, Snam e Comune. Tra tre giorni la tappa in tribunale per argomentare sul tracciato approvato in via definitiva, che è difforme rispetto al preliminare, dice l’avvocato Bartolomei che ha prodotto documenti a dimostrazione del danno per lavori che partirebbero dopo l’estate. Le persone che hanno fatto ricorso manifestano dal 2018 le loro preoccupazioni per questa linea del gas metano modificata. C’era stato un acceso dibattito a Cretarola nei mesi scorsi ma a rivolgersi al Tar erano stati solo i Porfiri. Ora si aggiunge un’altra famiglia e il discorso cambia. Lo stesso vicesindaco Daniele Stacchietti aveva invitato i privati a produrre documenti e far ricorso per far valere le proprie ragioni. Le preoccupazioni sono dovute al fatto che la tubatura sotterranea di gas metano a pressione elevatissima che attraverserà via Pescolla, via Corvese, Fosso dell’Albero, strada provinciale Vecchia Porto fino a Sant’Elpidio, in alcuni tratti si avvicinerà a 20 metri dai caseggiati. «Ci siamo fatti trovare impreparati» lamentano gli interessati. Nella conferenza delle amministrazioni i comuni avevano potuto esprimere i loro pareri dopodiché, il 25 gennaio scorso, la giunta regionale approvava il progetto definitivo autorizzando l’opera di pubblica utilità per la quale saranno espropriate 25 aree. 8-5-2021 

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