Manifestazione contro il coprifuoco: così si muore

Manifestazione contro il coprifuoco stasera alla piattaforma di legno sul lungomare Faleria di Porto Sant’Elpidio, parteciperanno commercianti di Fermo, Monte Urano, Porto San Giorgio, previste 50 persone e ne sarebbero state molte di più ma per rispettare il distanziamento si arriverà a questo numero di persone che si ritroveranno all’aperto per protestare contro il tutti a casa dalle 22 alle 5.

Le chiusure alle dieci di sera ammazzano le attività dopo un anno e mezzo di restrizioni che nemmeno hanno prodotto risultati in termini di contagio ma hanno letteralmente devastato l’economia e tante attività di questo passo rischiano di non riaprire più senza sostegni, con le bollette sempre da pagare e l’impossibilità di lavorare. Tutto è partito da un gruppo di amici con a capo Michela Marcotulli, nata a Porto San Giorgio e residente a Porto Sant’Elpidio, in velocità altri amici si sono aggiunti, Andrea Tria, Cristina Marcotulli, Milo Cifola, Alessandro Marziali, Marco Belladama. Ognuno ha fatto la sua parte per promuovere la manifestazione pacifica cui hanno aderito una gran quantità di persone, tante che nemmeno gli organizzatori se l’aspettavano. Ci sarà anche un gruppo di Civitanova perché non è che il problema sia sentito solo nel Fermano e anzi, tra Porto Sant’Elpidio e Civitanova si è creata una collaborazione per qui questa manifestazione è l’ultima delle diverse iniziative che si sono svolte nelle due riviere confinanti. La manifestazione sarà ripresa in diretta su Facebook, YouTube e Twitch con Frog’s Club. Ristoratori, saloni di bellezza, strutture ricettive e turistiche, negozi d’abbigliamento e calzature, stabilimenti balneari e chi più ne ha più ne metta. Dal mondo del commercio oramai è un grido di dolore univoco. Le restrizioni, non supportate da alcuna evidenza scientifica, risultano ridicole. A dirlo sono tutte le associazioni di categoria senza distinguo, da Confcommercio a Cna, da Confartigianato a Confesercenti. Mentre queste associazioni si mobilitano a livello nazionale, va annotato che dal basso si moltiplicano movimenti di protesta pacifici, come quello di stasera, ma che vogliono lanciare un segnale molto chiaro: è ora di riaprire, puntando sulle responsabilità individuali, mantenendo le libertà individuali. I ristoranti che riaprono a cena, per esempio, devono essere messi nella condizione di poter lavorare anche all’interno dei locali e senza coprifuoco, nel rispetto delle stesse regole che rispettano fino alle 22. «Chiediamo di essere liberati dalle misure restrittive che non portano a convivere con il virus ma distruggono l’economia» affermano i manifestanti.

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