Vandali, scritte in centro

“Koko infame” e “Magreb a fuoco”. Con queste frasi spruzzate ovunque con lo spray si è svegliato il centro di Porto Sant’Elpidio domenica. Scritte sui muri, sulle serrande abbassate dei negozi in via Cesare Battisti, sulle vetrate e le pareti della stazione. Scritte nere sul salotto buono della città e sul punto d’arrivo e partenza dei treni. Parole d’odio firmate con il tag “Oze” che sarebbe un tossicodipendente conosciuto in zona. Gli sfregi sarebbero da intendersi come una rivalsa contro lo spacciatore del centro, un magrebino chiamato Koko. Potrebbe anche trattarsi di guerriglia tra bande rivali per contendersi il mercato della droga nella piazza più battuta, piazza Garibaldi. Non è da escludere un regolamento di conti e a questo porterebbero le prime indagini dei carabinieri, che sono a un passo dalla soluzione del caso. I militari sono stati in sopralluogo nella notte tra sabato e domenica e la mattina seguente sono tornati in via Battisti. Le indagini sono a buon punto. Sono state visionate le telecamere della zona. Essendo Koko, in pratica, il ras dello spaccio in centro città, un suo abituale cliente potrebbe averlo preso di mira, ma potrebbe anche essere un rivale a volergli fare la guerra. Si comincia con la bomboletta spray e chissà dove si va a finire. Le scritte marcano il territorio, questo è evidente. Si capisce che non c’entra il tifo da stadio, non sono burloni e vandali da due soldi questi. Non c’è di mezzo l’attaccante russo della Fiorentina. Potrebbe essere, invece, il classico regolamento di conti. Un’intimidazione. Ci sono i numeri: 1312. Tradotti con le lettere dell’alfabeto si leggono con l’acronimo a.c.a.b. che indica “all cops are bastards” tutti i poliziotti sono bastardi. Ci sta che un tossicodipendente o uno spacciatore odiano tutti i poliziotti e schizzano il motto degli skinhead diventato richiamo universale alla guerriglia in strada. Il sindaco Nazareno Franchellucci è scatenato su Facebook: «ecco come si è svegliata via Battisti! Credo che ogni parola sia superflua! Ma è proprio meritata … vergognatevi! Guarderemo ogni telecamera pubblica e privata per capire chi è stato l’autore di questo scempio e di chi è questa totale mancanza di rispetto per la città, i residenti e i commercianti. Sono in contatto con una ditta specializzata per rimuovere tutto già questa settimana!» chiosa. Gli impianti di videosorveglianza non mancano. In passato hanno portato a identificare vandali in azione alla stazione e in via Battisti. In questi casi l’autore deve rispondere di deturpamento e imbrattamento di cose altrui (art.639 del codice penale). Si profila una multa da 300 a mille euro o la reclusione da uno a sei mesi. In passato erano stati imbrattati i mezzi comunali parcheggiati a villa Murri, le pareti dell’ex mercato coperto, l’area spogliatoi della polizia municipale al parcheggio della stazione. Se ci fosse recidiva, la pena aumenterebbe da tre mesi a due anni di reclusione o la multa arriverebbe a diecimila euro. Sul social intanto sale la febbre: «il peggio deve venire!» si legge e ancora «ma dove siamo arrivati?». C’è l’invito alla gogna «una volta trovato l’autore rendere pubblica l’identità» e la richiesta di punizioni severe perché «la noia e la stupidità non autorizzano la mancanza di rispetto per le cose altrui». 18-4-2021

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