Ora la caccia al writer si concentra sui pusher

Mentre vanno avanti le indagini dei carabinieri per acciuffare il vandalo che ha scarabocchiato i muri di via Battisti a Porto Sant’Elpidio, le serrande abbassate dei negozi chiusi, le pareti della stazione ferroviaria con frasi d’odio contro Koko e il Magreb, emergono nuovi particolari che stanno portando i militari dell’arma in una direzione: quella dello spaccio di droga. Le telecamere in centro possono dare un quadro relativamente chiaro di chi ha dato fondo alla bomboletta spray nella notte tra sabato e domenica, schizzando vernice nera ovunque. Il doppio sopralluogo dei militari aveva portato alla scoperta della firma dell’autore: “Oze” un tossicodipendente. C’era poi il numero 1312 che indica “all cops are bastards” tradotto “tutti i poliziotti sono bastardi”, l’inno alla violenza su strada. Ma il tifo da stadio non deve portare fuori strada, le scritte: “Koko infame” e “Magreb a fuoco” stringono il cerchio sul ras dello spaccio in centro città, un magrebino di nome Koko. Uno che i carabinieri avevano acciuffato e che avrebbe fatto il nome di un altro spacciatore. Probabilmente un rivale in affari nella piazza dello spaccio. Uno che l’avrebbe ripagato scarabocchiando il salotto buono della riviera elpidiense. Non sono adolescenti bulli questi, siamo nel contesto della guerriglia tra pusher che si contendono il mercato nella piazza più importante: Garibaldi. Dove le forze dell’ordine hanno acceso i riflettori nelle ultime settimane, dove la presenza massiccia di polizia, carabinieri e finanza si fa notare, dove anche la municipale è in pattugliamento costante. Dove negli ultimi due fine settimana diverse operazioni hanno portato a identificazioni di soggetti che gravitano nel mondo della coca & company. Questo è il contesto delle scritte sui muri. 19-4-2021

 

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