il virus della stupidità

Una stupidità detta in prima serata in un talk show diventa dibattito pubblico e la regina degli stupidi è contenta, attira l’attenzione, fa parlare di sé e si sente appagata. Gli stupidi neanche se ne accorgono, a loro semplicemente non interessano certe elucubrazioni. Vivono alla giornata. Ecco il punto, trovato il dramma tutto nostrano. Arrivati all’apoteosi della scemenza, con lo stupido incoronato. Oramai è un sistema collaudato in Italia. Si acchiappa a caso il primo stolto fermo al semaforo o la prima oca giuliva e li si mette al centro dell’attenzione generale. Trattandosi di stupidi, non hanno difficoltà a sputare cazzate e più la sparano grossa e più il loro ego s’ingigantisce. C’è la rockstar non ho capito bene di cosa che dice: “mi sono vaccinato con AstraZeneca” e si scopre che è un imbucato. C’è il moralizzatore partenopeo che si diverte a dare “dei bastardi” un tot al chilo. C’è l’animatrice dell’azione cattolica ex portiera di notte che ha paura delle divise.

Sono i tre moschettieri della stupidità rilanciata a profusione in prima serata in tv e sui giornali. Sono le icone, i simboli. C’è quello calvo pro-trafficanti, quello vaccinato, quella che gira col fascistometro. Un elemento li accomuna e l’ho detto e ripetuto, ci ho titolato.

Ora bisogna rendersi conto che possono pure divertire queste macchiette ma fino a un certo punto perché, purtroppo, la stupidità è pericolosa. Più infida della malvagità perché, contro il male si può protestare, ci si può opporre, contro la stupidità non ci sono difese.

Non si può ottenere nulla, le motivazioni non servono a niente.

Lo stupido, a differenza del malvagio, è soddisfatto di sé e passa rabbiosamente all’attacco con estrema facilità, è testardo, bisognerebbe stargli alla larga. Occorre guardarsi più dallo stupido che del malvagio perché con il primo non la si può spuntare. Non ci si può ragionare.

Ci troviamo di fronte a un difetto di umanità, davanti a un problema sociologico.

Parlando con lo stupido ci si accorge che non si ha a che fare direttamente con lui, ma con slogan, motti da cui è dominato, ammaliato, accecato. E’ vittima di un abuso, è trasformato in strumento senza volontà e capace di tutto.

Ora mi domando come sia possibile che questi manichini abbiano così tanto risalto ogni volta che la sparano grossa, come è nella loro natura. Sarà che siamo istupiditi tutti, altrimenti non si spiega.

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