Litiga con la compagna e tenta di uccidersi

Strade deserte nei giorni di festa passati in cattività ma, a dispetto della circolazione ai minimi, gli interventi a sirene spiegate non sono mancati. C’è stato un bell’impegno delle forze dell’ordine nella seconda Pasqua chiusi in casa. «C’è stato tanto movimento perché ci sono tanti positivi da portare all’ospedale» dice la Croce Verde di Fermo ma le ambulanze, unite alle pattuglie di polizia o carabinieri, sono intervenute per altro, non per i controlli anti-contagio. Gli interventi negli appartamenti e in strada, che ci sono stati, si spiegano con il fatto che sono saltati i nervi ai fermani. Non sono mancate le situazioni limite, fuori dall’ordinario. Le operazioni che hanno visto impegnati Questura, Arma, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco sono lì a testimoniare che non è più sostenibile il lockdown. Sabato sera in centro a Porto Sant’Elpidio c’è stato il caso eclatante che ha rischiato di finire in tragedia. Una strada è stata transennata e sono stati momenti di paura per i residenti fino alla mezzanotte. I pompieri sono dovuti intervenire a più riprese, chiamati dai carabinieri che avevano segnalato un tentato suicidio. Alla fine dell’operazione un uomo è stato trasportato al nosocomio. Aveva tentato di togliersi la vita dopo aver litigato con la compagna. Altri casi meno impattanti sono passati in sordina, come «interventi di routine» del genere “apertura porta” che può significare tutto e niente. Certamente sono di routine le tensioni dovute alle restrizioni, alle preoccupazioni unite al senso di paura, di ansia, di incertezza, emozioni che provocano instabilità e rendono tutto intollerabile. Non potendo uscire, tra le quattro mura s’innesca la miccia pronta a esplodere. Basta uno sguardo di traverso. La convivenza è sempre più difficile, aumentano liti, violenze, gesti di autolesionismo. I conflitti si moltiplicano tra genitori e figli, tra moglie e marito e tutto finisce nel calderone domestico, dove sempre più spesso le forze dell’ordine sono costrette a intervenire. «Si perde il controllo – spiega Cristina Marinelli, psicologa e psicoterapeuta con studio in via Trieste a Fermo – siamo sottoposti a stress continuo, siamo in costante stato di iper-vigilanza e crolla il sistema di supporto. Avviene come con il terremoto, c’è l’usura delle risorse cerebrali, un collasso sul piano cognitivo. Devono riaprire le scuole ma anche le attività perché non è più sostenibile questo stato di angoscia, di frustrazione, di impotenza. Con la campagna di vaccinazione bisogna tornare alla vita normale, alle relazioni». 5-4-2021

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