Residenti, sale il debito pro capite

Conti a posto ma l’indebitamento pro-capite lievita. Il Comune investe e ogni cittadino, compresi i neonati, passa da 828 euro di debiti verso l’amministrazione nel 2020 a 1.139 euro nel 2023, dati alla mano. Niente a che vedere con Torino dove il debito pro-capite arriva a 4.082 euro (Istat), Milano a 3.158 euro, Napoli a 2.732 euro o Roma a 2.171 euro. Le cifre della riviera elpidiense non hanno niente a che vedere con queste ma i numeri vanno comparati con la città che abbiamo, né metropoli né città d’arte. Tuttavia a leggere il Documento unico di programmazione che mercoledì si discuterà in consiglio c’è tanto da investire per riqualificare le ville comunali, il verde, per comprare l’ex cineteatro Gigli, per rifare strade, fogne, marciapiedi e illuminazione, per mettere in sicurezza le scuole e costruirne una nuova alla Corva. Tutte spese che richiedono la contrazione di mutui. L’ammontare dei debiti previsti per il finanziamento di spese in conto capitale è compatibile nel triennio 21/23, il Collegio dei revisori dei conti ha rilasciato parere favorevole. Di per sé l’indebitamento non è elemento negativo per un ente, serve a finanziare le infrastrutture necessarie. Va tenuto conto della dimensione del debito, però, per capirne la sostenibilità. Il Comune può indebitarsi ma i numeri vanno tenuti d’occhio. Nel 2019 su 26.366 abitanti e un debito a fine anno di 22,3 milioni, il debito medio per abitante era 846 euro. Nel 2020 su 26.476 abitanti e un debito di 22 milioni, il debito medio per abitante era 829 euro. Questo scalino permette di contrarre nuovi mutui da qui ai prossimi anni. Per questo il sindaco Nazareno Franchellucci si è deciso a spendere 2,8 milioni per il Gigli, ritendendo necessario gestire l’intero immobile e volendolo collegare al mercato coperto, pure da riqualificare. Con ciò vedremo che, nel triennio, l’indebitamento pro-capite dei portoelpidiensi va progressivamente a salire. L’ipotesi di partenza è lo stesso numero di abitanti del 2020: 26.476. Considerando ciò il 2021 parte con un residuo di 22 mln, 5,1 mln di prestiti e 1,5 mln di rimborsi. Si arriva a fine anno con 25,5 milioni di debito e un debito medio per abitante di 965 euro. Numero che nel 2022 sale fino a 1.072 euro, partendo da 4 mln di prestiti e 1,2 mln rimborsati. Nel 2023 arriviamo a 1.139 euro pro-capite, atteso un residuo di 28,3 mln, quasi 3 mln di prestiti e 1,1 mln di entrate per un debito totale a fine anno che va a superare i 30 milioni. I conti sono a posto ma l’opposizione critica. Considerando il virus che morde e la recessione, le minoranze invitano alla prudenza ma è proprio il momento che stiamo vivendo a convincere la maggioranza a investire, partendo dal Gigli. Mercoledì in consiglio, nella discussione sul bilancio di previsione, di questo si parlerà e si prevede un dibattito rovente. Punti all’ordine del giorno l’approvazione Irpef, le aliquote Imu, la sospensione della tassa di soggiorno, le scadenze della Tari e le agevolazioni, l’approvazione del Dup.

26-3-2021

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