No alla didattica a distanza, cresce la protesta. Il Pd porta la mozione per le riaperture in consiglio

Per un anno è stata dimenticata, adesso è finalmente al centro dell’attenzione la scuola, per tante ragioni, prima su tutte: le famiglie non ne possono più della didattica a distanza e chiedono di riaprire in sicurezza. Diversamente è a rischio la tenuta della società. La protesta esplosa in tutta la Provincia era partita da Porto Sant’Elpidio con un gruppo di mamme contro la didattica a distanza. Erano in 5 e sono arrivate a mille firme, nel gruppo whatsapp sono 160 persone, le più attive. «La situazione è sempre più difficile, le problematiche sono tante – dice Rossella Monopoli, mamma, psicoterapeuta e psicologa clinica – non siamo più a marzo 2020 e, a distanza di un anno, non è più la stessa dad. All’inizio ci abbiamo messo la buona volontà ma ora i bambini sono ai minimi provati, svuotati. La scuola non è un passaggio di materie curriculari ma è un luogo fisico fatto di persone e noi genitori, se non lavoriamo, cosa possiamo dare ai nostri figli?». Questa condizione crea una pericolosa reazione a catena. Tudorita Tecuta, tra le promotrici della protesta, fa notare un altro aspetto: «la connessione stenta, abbiamo provato a seguire le lezioni dal mio telefonino perché il pc di mio marito serve a lui per lavoro ma non potevamo continuare così e siamo corsi a comprare un computer per la bambina, abbiamo speso 930 euro». Bonus e agevolazioni sono gocce nel mare delle difficoltà. Le famiglie sono costrette a spendere somme importanti per prodotti di qualità. Il Pd scende in campo e mette all’ordine del giorno nel prossimo consiglio del 31 marzo la richiesta a Regione e Governo di potersi organizzare per screening ad alunni, insegnanti e personale scolastico, così da riaprire la scuola. «La soluzione non la può offrire il singolo Comune, c’è bisogno della Regione o dei ministeri dell’Istruzione e della Salute» scrivono il sindaco Nazareno Franchellucci e la capogruppo Annalinda Pasquali che sposano la proposta di altri sindaci, di insegnanti e di genitori che chiedono controlli a tappeto. Alla Regione il Pd chiede anche «di mettere a disposizione dei comuni le risorse per rendere operativo il servizio a livello comunale». Porto Sant’Elpidio «ha già dato prova di essere in grado di organizzare un centro tamponi che può essere riproposto e potenziato ma potrebbe anche essere il personale sanitario a recarsi nelle scuole, essendoci un’aula covid in tutti i plessi» scrivono i dem. Le vaccinazioni del personale scolastico sono già cominciate su base volontaria. Lo screening sarebbe una misura aggiuntiva di prevenzione. «A Porto Sant’Elpidio l’organizzazione è rodata – spiegano sindaco e capogruppo – questo andrebbe a tutto vantaggio della comunità scolastica di tutta la Provincia». Tra i genitori e insegnanti c’è divergenza di opinioni sulla riapertura perché c’è chi teme il contagio e chi ritiene la scuola un luogo sicuro ma su una cosa tutti concordano «la didattica a distanza è inefficace» scrivono Franchellucci e Pasquali, lei insegna e conosce bene la problematica. «L’attenzione e l’apprendimento degli studenti sono minimi in queste condizioni e il corpo docente risente della carenza del lavoro in team. La scuola deve essere una priorità, l’unica che può garantire una prospettiva di futuro alla collettività, è assolutamente necessaria la didattica in presenza e in sicurezza» la chiosa.

23-3-2021

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