Fim, si asepetta la Politecnica

Fim, oggi c’è l’udienza davanti al Tar sulla vecchia fabbrica di concimi ma non è ancora l’ora della verità. La proprietà Fim Srl aveva fatto ricorso contro il provvedimento del Ministero dei Beni culturali che si era pronunciato sul vincolo. Gli imprenditori proprietari del terreno e dell’opificio sul lungomare Faleria chiedevano la revisione del vincolo da ambientale a storico per procedere con la demolizione, bisognerà vedere cosa stabilirà il Tribunale amministrativo. Comunque sia si dovrebbe procedere per demolizione, né l’udienza né il vincolo sembrano preoccupare la proprietà. Roma non si era espressa pro o contro, invitando la Regione a meglio definire la questione, c’è stato un pilatesco palleggiarsi la palla tra istituzioni, cosa che allunga i tempi. «Vincolo o non vincolo sarà la relazione dell’Università Politecnica a dire cosa dobbiamo fare – fa sapere la proprietà – siamo sereni, siamo in democrazia, è una questione puramente tecnica e non entriamo nel merito della questione, non avendone titolo. C’è lo studio, ci sono ingegneri ambientali, civili, collaudatori statici che hanno competenza in materia. Il loro ruolo è trovare le soluzioni possibili a problematiche complesse. Ci sono organi tecnici, la Sovrintendenza, l’Arpam, il Genio civile. Sono pagati per mettere le firme. Il vincolo nessuno lo mette in discussione. Siamo in uno Stato di diritto e non decidiamo noi ma gli organi competenti che sono chiamati a farlo. Siamo in attesa di capire cosa decideranno, se dicono che si può demolire demoliamo, se dicono che si può sabbiare sabbiamo». E’ un’assunzione di responsabilità, firmando sulla staticità dell’edificio, per questo difficilmente passerà una linea diversa dalla demolizione, seppure Legambiente non è d’accordo ed è tornata alla carica: «i muri potrebbero essere impermeabilizzati con impregnazione invisibile. Il che produrrebbe costi economici, ambientali ed estetici meno impattanti della sabbiatura prevista». Gli ambientalisti ricordano che «20 anni fa il Tar si pronunciò in merito alla bonifica senza demolizione della cattedrale» ma in 20 anni è cambiato il mondo. Solo il rudere è ancora lì come un tempo, un pugno in un occhio. L’amministrazione è per la demolizione, anche se il sindaco Nazareno Franchellucci ieri ha preferito non pronunciarsi in proposito, forse per non forzare la mano, visto che il Pd ha l’anima green e si sposa bene con Legambiente. Dalla maggioranza consiliare il concetto che passa è «la speranza che si debba trovare al più presto una soluzione definitiva a una questione come questa per il bene ed il futuro della città» dice un consigliere molto vicino al sindaco. L’ex assessore a Porto Sant’Elpidio Pasquale De Angelis si sorprende per la non reazione del Pd: «aspettano la relazione della Politecnica come Ponzio Pilato – dice – abbiamo fatto questa battaglia da più di 20 anni, con tutti i soldi spesi sulla bonifica, non siamo ridicoli. Andiamo su Marte e non sappiamo proteggere un manufatto storico? Sono in linea con Legambiente. Un esempio storico di architettura industriale è come un’arena romana. Una copia ricostruita è decisamente un’altra cosa, perde il valore storico e l’attrazione per le future generazioni».

22-3-2021

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