Scontro sui costi per il verde

Si scalda il dibattito sulla manutenzione del verde dacché nei giorni scorsi il Comune ha affidato lavori in somma urgenza a 4 ditte per 66mila euro, in aggiunta agli 840mila euro del triennio 2019-2021. Sono 560mila mq di aree da curare e per le quali si spendono 280mila euro l’anno dal 2019. Soldi ai quali si aggiungono quelli dei lavori da eseguirsi entro marzo e affidati a imprese che non rientrano, eccetto una coop, nella rete temporanea che si era aggiudicata l’appalto. Gian Vittorio Battilà del Laboratorio Civico ha fatto notare nei giorni scorsi che l’amministrazione ha dovuto rimettere le mani al portafogli nonostante il piano triennale in essere e a quella critica oggi risponde il consigliere del Pd Mariano Langiotti. Dice che le ditte in servizio sono validissime e punzecchia Battilà: «non si è accorto che l’amministrazione da anni fa le manutenzioni straordinarie, le potature, che non vanno fatte tutti gli anni sulle stesse essenze, ma vanno programmate secondo bisogno» azzanna l’esponente di maggioranza e aggiunge «la programmazione di massima è nel bando triennale ma per interventi che si rendono necessari, in base a bisogni specifici, è necessario lavorare in urgenza». Parla delle amministrazioni di sinistra e centrosinistra Langiotti, tutte quelle che si sono succedute negli anni a Porto Sant’Elpidio, fa notare che è grazie a loro se il comune rivierasco è così attento all’ambiente e sottolinea «gli spazi verdi sono il nostro fiore all’occhiello, saranno sempre attenzionati e noi continueremo a investire, saranno un volano turistico. La nostra è tra le città più green della Regione» rimarca il consigliere dem. Le imprese «già da tempo stanno lavorando bene, grazie ai loro operai» chiosa. C’è tanto da lavorare, è vero. Solo al lungomare Trieste ci sono 23mila mq di verde, 10mila mq sul lungomare Faleria, 7mila mq in via Mameli, 15mila mq a San Filippo, 40mila mq alla pineta, 20mila mq nelle zone industriali, 39mila mq in prossimità della Fim, dalla Faleriense a Fonte di Mare, non tralasciando Villa Baruchello, la punta di diamante. L’impegno è tanto per il Comune che deve affidarsi a ditte esterne in quanto vengono a mancare gli operai, andati tutti in pensione. Ma il nocciolo della questione per Battilà non è la quantità del lavoro da fare né la qualità, è la pianificazione degli interventi. «Verde e turismo dovrebbero essere il fiore all’occhiello afferma questi – ma i risultati non sono soddisfacenti». L’esponente del Laboratorio Civico ritiene che la pineta, le ville comunali siano trascurate. In merito all’appalto dice che «le potature non sono né straordinarie né da intendersi a carattere d’urgenza, può sembrare difficile ma tutto si può pianificare, organizzare, soprattutto se ci si rivolge agli esperti. Agire sempre in urgenza equivale a disorganizzazione. È ora di cambiare passo, Langiotti lo diceva 15 anni fa, se non sbaglio – azzanna Battilà – ma vedo che è sempre lì in prima linea, pronto a supportare l’amministrazione e a difenderne l’operato nonostante tutto».

18-3-2021

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