Gigli, il dibattito in commissione. Scontro al vetriolo sui manifesti

– È guerra a colpi di manifesti giganti sul Gigli, una battaglia di cartelloni tra Fratelli d’Italia e Partito Democratico che risponde alle accuse di sperperare denaro pubblico con controaccuse al curaro. È la resa dei conti tra destra e sinistra, due fazioni sul filo di una cittadina spaccata a metà, da sempre governata dalla sinistra, com’era stata fino a ieri la Regione. Stasera c’è la commissione per discutere dell’acquisto dell’ex cineteatro e, per come si sono messe le cose, sarebbe stato più rilassante un webinar piuttosto che un incontro in presenza. Potrebbero prendersi a cuscinate i consiglieri di maggioranza e opposizione, considerato il clima dell’ultima ora. Passati cinque mesi dalla notizia bomba lanciata a mezzo stampa dal sindaco Nazareno Franchellucci il 13 ottobre è stato un crescendo di attacchi fino alla guerriglia per spot. La notizia, in effetti, è stata spiazzante in quanto fino al giorno prima c’era stata la trattativa per comprare due terzi d’immobile in piazza Garibaldi e lasciarne un terzo al proprietario per l’uso commerciale. All’improvviso qualcosa è cambiato e l’amministrazione ha voluto comprare tutto. I maligni insinuano che la proprietà, non riuscendo a vendere né affittare spazi commerciali, abbia convinto il Comune a farsene carico ma, tolte le malignità, la decisione è presa. Si compra a 2.830.000 euro, un risparmio di 120.000 euro rispetto ai 2.950.000 euro chiesti dal privato. Una cifra esagerata secondo i partiti di minoranza sulle barricate. Fratelli d’Italia aveva affisso i manifesti 6×3 nei giorni scorsi con la scritta “tre milioni sono uno sperpero di denaro che va denunciato” e il Pd risponde a tono, usa la stessa tattica. Così ieri mattina sono comparsi i cartelli giganti dei democratici, con l’immagine del Gigli prima del restauro, un rudere, e la scritta “ecco come sarebbe con Fratelli d’Italia alla guida della città … no grazie”. Pensare che si profilava una commissione tranquilla stasera. Ieri, contattata al telefono, la segretaria Pd Patrizia Canzonetta, aveva lasciato intendere di avere un comunicato e temporeggiava per l’invio alla stampa. Era sembrato un modo per smorzare le tensioni mentre si preparava il contrattacco. Apriti cielo! Il capogruppo FdI Giorgio Marcotulli querela: «non potendo smentire le accuse di sperpero il Pd reagisce così, ci riserviamo di adire alle vie legali, invito all’immediata rimozione». L’altro consigliere Andrea Balestrieri su Facebook è ancor più tagliente «noi andiamo a testa alta e voi non conoscete la vergogna, mi riservo di tutelare il partito nelle opportune sedi». A casa con il coronavirus ma sempre battagliero, il consigliere regionale Andrea Putzu, interviene sul social: «ridicoli, li capisco, sono in declino». Il teatrino dei manifesti spopola online, pesanti i commenti, sui carboni finiscono questa e le passate amministrazioni: «questa è l’immagine di 40 anni di governo di sinistra, tra costa, Fim, opere incompiute, commercio distrutto, vie del centro e strade rattoppate» una frase tra le tante dello stesso stile.

17-2-2021

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