Gigli, continua il braccio di ferro. Scintille sull’acquisto

Indigeribile per la città il manifesto del Partito Democratico contro Fratelli d’Italia. Quarant’anni di governo a sinistra finiscono sotto attacco per quel cartello comparso mercoledì. Un’immagine e poche parole usate dal Pd per dire che, se ci fosse stato FdI al governo, ci sarebbe ancora un rudere in piazza anziché il Gigli ristrutturato. Il Pd accusa l’opposizione di quello che non poteva fare, non avendo mai guidato il paese. Dopo il maxi spot arrivano le dichiarazioni del consigliere Mariano Langiotti, a nome dei democratici, per evidenziare il tempo che passa: «da 40 anni si parla di cineteatro, del mercato coperto, di via Battisti – scrive – è stato un percorso lungo e accidentato ma oggi abbiamo una bella piazza, un corso animato e a breve inizierà la riqualificazione del mercato». Per tutte queste cose Langiotti ringrazia «sindaci, assessori e consiglieri che hanno contribuito, compresi quelli che ci hanno votato in questi lunghi anni». Ribadisce «l’occasione unica di acquistare tutto l’immobile», spiega che la posizione debitoria del Comune è migliorata, passando da una rata annua di quasi tre milioni alla metà della cifra. Un debito che «ci consente d’investire con un mutuo di 2,236 mln e un’operazione finanziata con l’alienazione del lotto Mameli andato otto volte all’asta». Langiotti pondera le parole, lustra le operazioni, a suo dire valide, lotto compreso, passaggio aspramente criticato dai politici del fronte opposto. Troppi elementi divisivi segnano le distanze tra governo e opposizione e tutto confluisce sul Gigli, un cavallo di Troia per le minoranze, necessario al rilancio secondo il Pd. Si moltiplicano le voci contro il manifesto progressista. Dopo gli strali di FdI, M5s e Lc, (più dialogante il consigliere del Gruppo autonomo Giorgio Famiglini, ex Lega), si fa sentire l’opposizione extra-consiliare. La coordinatrice della Lega Gioia Giandomenico ci va giù dura, con l’invito alla politica locale «a tornare seria e a impegnarsi nell’interesse dei cittadini, lasciando alle scorribande goliardiche la contrapposizione tra le parti». L’attacco al sindaco è frontale: «permette al suo partito di esprimersi con un manifesto che processa le intenzioni senza dare risposte». L’amministrazione per Giandomenico «è inadeguata a soddisfare i bisogni dei cittadini». Dopo la predica, l’affondo: «tre milioni per il Gigli, 500mila euro di interessi passivi, sono soldi dei contribuenti, che non si aspettano un manifesto goliardico, a tratti diffamatorio, nei confronti di chi chiede chiarimenti». I primi cartelli comparsi a Porto Sant’Elpidio, ricordiamo, erano di Fratelli d’Italia, che chiedeva lumi sui tre milioni che la maggioranza intende pagare per l’immobile in centro. «I cittadini vogliono conoscere il futuro di quella struttura, i programmi di sviluppo del centro, vogliono sapere se si tratta di una spesa o di un investimento, tra le due cose c’è grande differenza» chiosa l’esponente del Carroccio.

18-2-2021

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest