Pillola abortiva, lo scontro fa vacillare le giunte

A sei giorni dal passaggio della pillola abortiva in consiglio regionale scende in campo l’Unione di Centro a Fermo per rafforzare il no all’aborto farmacologico extra ospedaliero. Lo scontro è tra conservatori e progressisti. La Regione di centrodestra è contro la liberalizzazione della pillola e il voto in aula mercoledì ha bocciato la mozione del Pd non lasciando margini d’interpretazione sulla direzione che la maggioranza vuole perseguire in materia di utilizzo della Ru486, sulla linea tracciata dall’Umbria. È questione politica, le Marche non agevoleranno l’uso della pillola nei consultori, non applicando le linee guida del Ministero della Salute. Il Pd fermano è andato subito all’attacco schierato con l’assessore Manuela Bora che aveva presentato la mozione respinta. In una nota congiunta si sono fatti sentire il segretario provinciale Fabiano Alessandrini e tutta la segreteria: Patrizia Canzonetta, Laura Latini, Carla Piermarini, Fabiola Girolami, Carlo D’Alessio, Dario Laurenzi, Francesco Miti a Gaetano Sirocchi, Paolo Nicolai, Paolo Concetti, Leonardo Stortoni, Stefano Pompozzi. S’è innescata la bagarre politico-mediatica e l’attenzione si sposta su un piano fortemente ideologico. A Porto Sant’Elpidio l’assessore alle Pari opportunità Emanuela Ferracuti, con le sue dichiarazioni in linea con il Pd, sta facendo ballare la maggioranza, considerato che rappresenta Porto Sant’Elpidio al centro-Udc, che in Regione appoggia la maggioranza. E proprio l’Udc oggi torna sull’argomento rimarcando il concetto. I centristi sono contro l’aborto farmacologico nei consultori. Due giorni fa si era espressa Livia Paccapelo, coordinatrice della civica a Porto Sant’Elpidio. A darle manforte ora arriva il presidente provinciale Udc a Fermo Giambattista Catalini: «valuteremo insieme se fare una riunione per discutere dell’argomento, magari con il commissario regionale Antonio Saccone, il presidente del consiglio regionale Dino Latini, il commissario provinciale Moreno Bellesi, la coordinatrice comunale Paccapelo. Non è questione di ideologie che non ci appartengono, si tratta di difendere la salute delle persone. La Ru486 non è scevra da effetti collaterali. Da considerare che, tra utero artificiale, selezione dell’embrione e pillola abortiva, la pseudo tecnoscienza vorrebbe prendere il posto della natura millenaria a spese delle donne e troppe non l’hanno ancora capito». Catalini parla da medico, è direttore dell’Unità operativa di Chirurgia generale all’ospedale di Camerino. Per tutelare la gravidanza occorre prevedere percorsi di sostegno alle gravidanze difficili nei presidi ospedalieri – dice – fa riferimento alla legge 194 del 78: «sono passati più di 40 anni ma l’applicazione del concetto “tutela sociale della gravidanza” ė passato nel dimenticatoio». Fa notare che la Regione potrebbe investire fondi per aumentare i servizi. L’Udc nella sostanza parte lancia in resta contro la pillola nei consultori. «Condivido pienamente l’operato dell’assessore alle pari opportunità Giorgia Latini, a livello regionale, e della coordinatrice comunale Paccapelo» chiosa Catalini. Un richiamo a valori etici su un’esplosione della questione pro pillola che ha scatenato la sinistra con la sottosegretaria Alessia Morani, la deputata Laura Boldrini, entrambe marchigiane, i Verdi e + Europa, Rinasci Marche e Cgil.

1-2-2021

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