Infrastrutture, turismo e fondi europei: le Marche mettono le basi per il rilancio

I primi 100 giorni di governo nelle Marche, non ce ne siamo accorti ma il tempo vola. La giunta fa un bilancio a poco più di tre mesi dall’insediamento e nel giorno della sfida al governo sulla pillola abortiva della quale oggi parlano tutti i giornali. Perché le Marche hanno detto no ai consultori per la somministrazione della pillola, bocciando la mozione del Pd, quindi per la pillola nelle Marche si può andare solo negli ospedali di Urbino, Senigallia e San Benedetto. Ma, pillola a parte, trascorsa in fretta questa prima fase di governo, le direttrici sono due: la gestione dell’emergenza e la programmazione per il rilancio. Obiettivo «un sostanziale cambiamento rispetto al passato» dice il presidente Francesco Acquaroli e fa i numeri: tamponi sono aumentati da 1.500 a 5.000 – dice – gli screening di massa hanno già permesso di controllare 220mila marchigiani e contenere l’indice di contagio sotto l’1. Passando dalla pandemia alle infrastrutture si ricorda l’accordo del corridoio adriatico firmato con Abruzzo, Molise e Puglia. Una filiera del medio e basso adriatico per mettere il Governo di fronte al problema dei collegamenti viari assenti in questa macro area, a partire dalla terza corsia sull’A14 fino all’alta velocità ferroviaria. Approvato il bilancio a due mesi dall’insediamento, c’è l’impegno di mettere le basi per un’agenzia del turismo e l’intento di fornire ai comuni l’assistenza necessaria per ottenere il più possibile fondi europei, risorse necessarie al rilancio che in passato, abbiamo visto, non siamo riusciti a ottenere e, senza le quali, c’è poco da programmare.

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