Lido Tre Archi, scattati nuovi blitz

Il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro accelera per la sicurezza a Lido Tre Archi ma si incarta, strattonato a destra e manca. Gruppi molto attivi per la sicurezza si sentono messi da parte e attaccano. Mentre vanno avanti serrati i controlli, sabato notte con la Finanza e ieri con i Carabinieri, Calcinaro manda un messaggio, fa capire che fa sul serio. Sabato mattina girava per il quartiere con il vicesindaco Mauro Torresi, delegato alla Polizia locale e alle Politiche per la sicurezza, e con il vicequestore in pensione Leo Sciamanna, fresca nomina a coordinatore dell’ufficio del sindaco per la sicurezza. Sabato mattina è partita la campagna per il progetto di vicinato avviato dal Comune, con l’affissione di volantini nelle case e nei negozi per la chiamata ai cittadini a segnalare situazioni critiche, con una mail da indirizzare all’ufficio del sindaco. È un impegno mantenuto, come da programma elettorale, o è uno «specchietto per le allodole» come dicono i leghisti? Per l’assessore Torresi è «un progetto importante», per i consiglieri del Carroccio Lorenzo Giacobbi, Luciano Romanella, Gianluca Tulli è la seconda. I tre tornano a chiedere il presidio fisso convinti che il controllo di vicinato, così come proposto dall’amministrazione, non risolva il problema. Le stesse critiche le aveva mosse nei giorni scorsi Gabriele Voltattorni portavoce del comitato Corta che, da mesi, si batte per una Tre Archi sicura. Ora si uniscono alle critiche Sos Utenti e Confabitare, associazioni presiedute da Saturnino Di Ruscio e Renzo Paccapelo. A questo punto non sono più solo tre gatti a disapprovare l’operato di Calcinaro che, dopo una dura corsa, si stacca in volata, da solo, con un servizio che non convince. Le due associazioni e il comitato scrivono: «nel tempo diversi soggetti hanno avviato iniziative nell’interesse della comunità», ricordano la raccolta di 1.200 firme, la campagna per il presidio fisso, il memorandum, il piano per il controllo di vicinato «che non ha niente a che vedere con una mail generica priva dei requisiti di riservatezza». Rammentano le richieste per il sistema di letture targhe, la videosorveglianza potenziata, il presidio fisso, il daspo urbano. «Abbiamo collaborato alla bozza del punto all’ordine del giorno in consiglio e sollecitato l’istituzione del delegato alla sicurezza, se lei (Calcinaro, ndr) è in buona fede deve darcene atto – si legge nella lettera, e ancora – il suo comportamento nelle ultime settimane non è stato elegante né coerente. Al delegato alla sicurezza assicuriamo piena e leale collaborazione ma lei ha smentito la mozione approvata in consiglio». Confabitare, Sos Utenti e Corta si organizzano per il controllo di vicinato con un coordinatore scelto tra i residenti, intendono monitorare gli immobili con il contributo degli amministratori condominiali e «svilupperemo una costante attività di controllo degli investimenti pubblici nel quartiere per valutarne la congruità, l’utilità e i benefici a lungo termine – fanno sapere – se qualcuno pensa di averci messo da parte ha sbagliato i calcoli» la chiosa.

24-1-2021

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