Estate, stop alla tassa di soggiorno

Non ci sarà tassa di soggiorno quest’anno a Porto Sant’Elpidio, cosa scontata. Con questi chiari di luna il comparto è a picco e l’imposta è il minore dei problemi. Il grosso è la mancata programmazione turistica per l’estate dopo le chiusure. La macchina organizzativa deve ripartire a febbraio. Il presidente di Villaggi Marche Daniele Gatti bussa in Regione per chiedere al presidente Francesco Acquaroli un tavolo di lavoro. Intanto il sindaco Nazareno Franchellucci dice «come l’anno scorso anche quest’anno non ci sarà tassa di soggiorno, quando finirà l’emergenza torneremo alla normalità, in bilancio abbiamo messo no alla tassa nel 2021, sì nel 2022/23». Il balzello tanto fastidioso per gli operatori quanto provvidenziale per i comuni che, applicandolo, si ritrovano un tesoretto a disposizione per migliorare i servizi, era nato sotto i peggiori auspici nel 2019, sull’onda delle polemiche del comparto non sufficientemente informato. Poi c’è stata la calamità coronavirus e niente più tariffa per pernottamenti a 50 centesimi a giorno a persona per 14 notti consecutive. Con la tassa era partita anche l’indagine a Porto Sant’Elpidio per sapere il grado di soddisfazione dei turisti in vacanza due anni fa, si era creato un tavolo di lavoro per un piano di marketing ma c’è stato il brusco arresto. Dopo una brillante estate, la seconda ondata virale ha rimesso tutto in discussione. Le misure per arginare il contagio adottate dal Governo azzerano il turismo, basta guardare agli hotel chiusi, ai ristoranti deserti, alle strade vuote, ai bar in abbandono. I villaggi delle Marche fanno rete, l’organismo in seno a Confcommercio presieduto da Gatti riceve adesioni anche dal nord della Regione, c’è volontà di fare massa critica per difendere le istanze del comparto e per avere l’attenzione delle istituzioni. «La tassa di soggiorno non si può applicare, questo è scontato – dice Gatti – le istituzioni non hanno idea della situazione in cui ci troviamo. Navighiamo a vista in un mare di regole senza una definizione di futuro. Abbiamo visto la situazione del Trentino, le strutture turistiche hanno saltato a piè pari una stagione. Siamo allarmati. Ad oggi, nonostante sia iniziata una campagna vaccinale e con le restrizioni, non c’è chiarezza sulle riaperture delle strutture ricettive. Chiederemo ad Acquaroli un incontro per parlare della riapertura. Da febbraio dovremo programmare le assunzioni di centinaia di dipendenti, persone che lavorano da noi in estate. Non c’è nulla di chiaro ancora per programmare e siamo allarmati. Mi preoccupa anche il silenzio del comparto alberghiero perché c’è bisogno di alzare la voce per capire come funzionano, ad esempio, i ristori. Finora abbiamo affrontato il dramma con le nostre sole forze, siamo l’ultima ruota del carro e non capiamo che fine dobbiamo fare mentre uomini e donne bussano alle nostre porte per sapere quando saranno assunti. Lo scenario è inquietante». La Regione deve battere un colpo: «dobbiamo capire tra febbraio e marzo quali sono gli spazi di manovra – afferma Gatti – sono stati annullati tutti gli eventi fieristici e per il nostro settore sono danni enormi questi». Dall’ultimo evento di settembre/ottobre, TTG di Rimini, è stato tutto annullato, è a rischio anche la Bit di Milano che, da febbraio, era stata spostata a maggio.

20-1-2021

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