Fim, intesa fra pubblico e privato. Si stila un piano per la cattedrale

Bonifica Fim, il sindaco è pronto a dare una mano, disposto ad andare incontro alla proprietà che intende demolire e ricostruire la cattedrale, bonificare e riqualificare l’area fronte mare in via Faleria. Si potrebbe profilare un partenariato pubblico privato perché senza collaborazione non si esce dal pantano. Nei prossimi giorni ci sarà un incontro tra amministrazione e consiglio di amministrazione della Fim Srl. Franchellucci potrebbe applicare lo stesso format del Gigli per via Faleria, per superare lo stallo. Come aveva promesso a Natale, quando era a casa con il coronavirus, appena è guarito si è incontrato con i proprietari Alberto Simonetti e Mauro De Angelis e ieri, incalzato al telefono, ha riferito: «non appena uscito dal Covid ho avuto modo d’incontrare singolarmente i soci della Fim e in entrambi ho riscontrato una grande voglia di ripartire non a parole, ma corroborata dai fatti. Uno su tutti è l’aver rilevato le quote all’asta e aver posto le basi per la ripartenza da un punto di vista creditizio. Siamo in un momento difficile e delicato per investimenti di questo tipo – continua Franchellucci – pertanto, come ho sempre fatto, nella piena tutela dell’interesse pubblico e del Comune, non escludo che si possano fare percorsi amministrativi insieme alla società, per incentivare o aiutare la ripartenza. Ci troveremo con tutto il Cda una di queste sere per approfondire bene tutte le questioni in campo. Aspettiamo, poi, di vedere il lavoro della Politecnica delle Marche sulla questione “bonifica della cattedrale” che certamente è elemento importante. Ormai, com’è stato con il Gigli, credo che l’approccio mio e della mia amministrazione non possa e non debba più essere vincolo sì vincolo no, posto che ormai questo è un fatto. Ma gli organi di competenza, davanti a un’eventuale impossibilità tecnica di bonifica della cattedrale, ci devono dare risposte chiare, rapide e sostenibili per andare avanti. Non ci possiamo più permettere questo stallo». La demolizione dell’opificio è il passaggio necessario. Su questa base ci sono le premesse per riavviare i lavori entro l’anno. Volendo essere ottimisti, in primavera-estate, pandemia permettendo. Il 23 novembre c’è stata una bella scossa con Simonetti e De Angelis che, attraverso le loro aziende F.lli Simonetti Spa ed Ecoelpisiense Srl avevano rilevato le quote di un partner in concordato. Chiusa l’asta senza nuovi acquirenti, i due titolari oggi sono Simonetti, con il 63% e De Angelis con il 35%, più un residuale 2%. Questi imprenditori alla Conferenza di servizi intendono dimostrare che la cattedrale deve essere demolita e ricostruita perché è impossibile risanarne le pareti contaminate, crollerebbero durante i lavori. Con la presentazione della perizia dell’Università Politecnica delle Marche alla Conferenza decisoria si avvierà l’iter amministrativo, ci vorranno tre mesi almeno per decidere. La proprietà è determinata, ha investito 15 milioni e si dice pronta a investirne altri 8 ma «se non mettiamo mano alla cattedrale, non può partire la bonifica» rimarcava Simonetti a novembre, «stiamo facendo uno sforzo che va aldilà della logica imprenditoriale» evidenziava due mesi prima De Angelis.

17-1-2021

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