Mezzi e lavoro raddoppiano, non siamo l’anello debole

A Fermo le scuole superiori sono pronte a ripartire con lezioni in presenza al 50%, che significa mezzi e lavoro raddoppiato per la società di trasporti. Cosa che fa dire al presidente della Steat Fabiano Alessandrini: «siamo pronti ma il carico è tutto sulle nostre spalle, se ci fosse stata un po’ di flessibilità da parte della scuola sarebbe stato diverso». Con quest’ombra riprende l’attività degli studenti fermani, la prefettura si era attivata già da tempo per garantire massima sicurezza. «Ci siamo preparati da tempo» fa sapere il prefetto Vincenza Filippi che parla del tavolo di coordinamento prefettizio di un mese e mezzo fa, con tutte le componenti istituzionali previste dal dpcm del 3 dicembre: scuola, trasporti, provincia, comuni. Il documento operativo redatto è datato 22 dicembre ed è stato inviato al Gabinetto del ministro, alla prefettura di Ancona, ente capofila, e a tutti i componenti istituzionali. «Stiamo cercando di implementare il più possibile i trasporti, la società sta lavorando a questo – spiega la rappresentante dello Stato – abbiamo fatto un altro addendum perché dal 75% si è passati al 50, il 31 dicembre eravamo pronti su queste cifre: 50 traporti e 50 riaperture, a rotazione, delle scuole». A Fermo si poteva partire dopo l’Epifania, in sostanza, ma l’ordinanza regionale prevedeva chiusure fino a fine mese, ora si riparte. «Continuiamo a ragionare e a lavorare sul tema – afferma Filippi – i documenti operativi sono pronti, seguiranno ulteriori riunioni tutti i giorni». La presidente della Provincia Moira Canigola rimarca l’efficienza: «continuiamo a investire per le scuole, avevamo predisposto tutto per settembre». Sono 9 scuole superiori in provincia, 7 a Fermo, 4 licei: classico, delle scienze umane, scientifico, Artistico; 3 istituti: Galilei, Montani, Ricci, si aggiungono l’istituto di Amandola e il polo Urbani con sedi a Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare e Montegiorgio. Una bella impresa per Steat trasportare tutti. Il presidente Alessandrini non nega le criticità e qualche sassolino dalle scarpe se lo toglie volentieri: «si riparte a 50 e 50 e ci eravamo già attrezzati al 50% di capienza – attacca – nella primissima fase della pandemia, la capienza massima era dell’80% e ci eravamo attrezzati con più autobus e personale, poi c’è stata la seconda fase con una limitazione ancor più drastica, al 50%. Ci siamo dovuti attrezzare con incremento di mezzi e personale, a terra e a bordo, per controlli necessari a far rispettare distanziamento e uso di mascherine. Ciononostante siamo indicati come l’anello debole della catena, mentre siamo noi i risolutori. Prendiamo anche i mezzi privati naturalmente e a Fermo siamo in grado di risolvere anche questo gap ma le Marche non hanno tutti questi mezzi privati. Stiamo raschiando il fondo del barile e non parliamo delle performance di certi Gran Turismo, senza pedane per disabili. Ideale sarebbe stata la soluzione prospettata dai prefetti: lo scaglionamento di ingressi e uscite degli studenti ma, a quanto pare, è impossibile. Dicono che non si può fare così la didattica e, di conseguenza, il peso delle restrizioni grava tutto sul nostro settore. Il paradosso è proprio questo, qui c’è un somaro che si carica tutto il peso sulle spalle e gli si dice pure che è disorganizzato, inefficiente. Si dovrebbe dire che è eccezionale a questo somaro, perché va oltre il miracolo».

16-1-2021  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest