Migranti, intesa con le cooperative: oltre un milione per l’integrazione

Saranno sempre le cooperative Nuova Ricerca Agenzia Res e On The Road ad occuparsi dei rifugiati nel Fermano. La conferma arriva con l’ultima determina di fine anno nella quale Porto Sant’Elpidio, l’ente titolare del progetto prende atto dell’aggiudicazione dell’appalto alla rete temporanea d’imprese costituita dalle coop con sede a Fermo e San Benedetto a occuparsi degli immigrati che rientrano nel sistema di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati. A questo servizio è destinato un milione e 90mila euro nel biennio 2021-22, 500mila euro l’anno per il periodo dal 1°gennaio 2021 al 31 dicembre 2022. C’è una convenzione tra Provincia di Fermo e Comune di Porto Sant’Elpidio e l’importo complessivo del servizio è di 1.035.745,24 euro + iva al 5%. La Stazione unica appaltante della Provincia ha aggiudicato definitivamente il servizio ma ad oggi è ancora in corso l’iter di verifica sulle autodichiarazioni rese dalla rete di imprese che si è costituita per gestire i rifugiati. Si procede dunque con la consegna anticipata del servizio, «tenuto conto che si rende necessario assicurare la continuità delle prestazioni a favore dell’utenza in considerazione della sua particolare vulnerabilità, che non rende possibili interruzioni del servizio» si legge nella determina dei servizi sociali firmata dalla dirigente Pamela Malvestiti. L’appalto, dicevamo, durerà due anni: 553mila euro l’anno di finanziamento, 544mila euro di spesa per gestire il progetto denominato “Nuovi Inizi” quindi il Comune ci guadagna 9mila euro l’anno tra finanziamento e costo di gestione. I Nuovi Inizi, così come li conosciamo oggi, sono stati avviati nel 2016 quando non si parlava ancora di Siproimi ma di Sprar ed entrava in vigore la convenzione tra Provincia e Comune. Il finanziamento passa per il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per i progetti di accoglienza e le linee guida sono di continuare a prestare accoglienza per il numero dei posti attualmente in carico: 37 persone, almeno questo è quanto risulta ad oggi in base alla documentazione pubblicata online dal Comune.  Con il milione a disposizione le due cooperative radunate nella Rti dovranno creare le condizioni per far integrare i 37 rifugiati con programmi personalizzati, con attività ludiche, aggregative, di orientamento, qualificazione professionale e inserimento lavorativo, oltre che essere di supporto e accompagnarli nella ricerca di abitazioni, così da essere autonomi e in grado di lavorare e mantenersi. Ora va da sé che per Porto Sant’Elpidio in Provincia dal 2016 ad oggi con i Nuovi Inizi siano passate centinaia di persone, qualcuno avrà completato il percorso, qualcuno sarà ancora in carico. Sarebbe interessante capirne di più su tutti questi percorsi, sarebbe utile alla comunità sapere quante persone sono riuscite ad integrarsi e come. Giorgio Marcotulli, capogruppo di Fratelli d’Italia a Porto Sant’Elpidio, sottolinea anche un altro aspetto di primaria importanza perché, se di integrazione parliamo, più trasparenza c’è nella gestione dei Nuovi Inizi e più si allargano le maglie dell’accoglienza. «Parlando di accoglienza ed integrazione dico subito che io sono a favore di entrambe – dice Marcotullli – affinché questa sia veramente efficace ritengo però che debba esserci la massima trasparenza nella gestione delle risorse e per questo intendo chiedere conto alla dirigente dei servizi sociali di alcune questioni perché vorrei sapere con mezzo milione l’anno che, so benissimo, non paghiamo noi ma comunque sono risorse europee che paghiamo gli interessi all’Ue per tutte queste elargizioni e dunque non possiamo dire che l’operazione milione sia per noi a costo zero. Quindi vorrei sapere dal 2016 ad oggi cosa abbiamo portato a casa tutti con i Nuovi Inizi, primi tra tutti proprio i rifugiati. Avrei il piacere di sapere se si sono integrati, se hanno formato una famiglia, se hanno trovato un lavoro e una casa. Vorrei sapere, in sostanza, se il milione alla fine funziona. Oggi come oggi non possiamo tralasciare nulla, vediamo che fra Natale e Capodanno è raddoppiato il numero dei poveri in Italia, sono 4milioni senza cibo e fra i nuovi poveri ci sono molti commercianti e gente che ha perso il lavoro. Vorrei che ci fosse la stessa logica, lo stesso metro di misurazione dell’accoglienza tra italiani e stranieri, la stessa metodologia nei sussidi perché trovo profondamente ingiusto che un anziano o un disabile al 70% che sono nati in Italia e abitano in casa dei parenti debbano vivere con 200 euro al mese senza aiuti. Vorrei capire perché un pensionato la fisioterapia se la deve pagare mentre una persona che rientra nel progetto Siproimi vale mille euro al mese. Da buon padre di famiglia vorrei aiutare prima i miei figli e poi i figli degli altri. Tutte queste considerazioni verrebbero meno, e sarei il primo a esserne felice, se la gestione dei rifugiati fosse trasparente, ossia se potrò vedere i numeri di una storia di successo che al momento ancora mi manca».

4-1-2020

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest