E’ ora di riaprire le scuole

Liceo sportivo: «fate tornare a scuola i nostri ragazzi» è l’appello di genitori e insegnanti della classe I C dell’istituto in via Legnano, Polo Urbani. A parlarne sabato mattina in diretta Facebook nel programma settimanale Frogs News di Emanuele Morese è stata Jessica Dichiara, rappresentante di classe, mamma e imprenditrice con partita iva. Sul social network ha fatto presto a infiammarsi il dibattito perché la scuola che non riparte è un dramma per tutti. «Noi genitori siamo preoccupati per una situazione che si protrae oramai da un anno» dice la rappresentante di classe dopo una settimana fitta di consultazioni con gli insegnanti. «I nostri ragazzi hanno dai 14 anni in su, sono perfettamente in grado di rispettare le regole, distanziamento e mascherina, non chiediamo la normalità ma almeno di riprendere i contatti. I professori sono dalla nostra parte, la situazione è insostenibile anche per loro. Il 7 gennaio eravamo pronti a partire in presenza a 50% – continua Dichiara – la scuola si era organizzata e questi cambi di programma all’ultimo minuto destabilizzano. Ai ragazzi stiamo chiedendo sacrifici enormi. Questi del liceo sportivo fanno agonismo, sono abituati a 12/14 ore di attività fisica a settimana e si sono ritrovati, da un giorno all’altro, con tutte le attività sospese, le palestre chiuse. Passano le giornate imbambolati davanti alla consolle del computer e vengono pure accusati di essere untori. Hanno finito le medie in pieno lockdown, hanno perso gli ultimi mesi di scuola, le gite, le cene di classe. Tutti sapevamo che dovevano rinunciarvi ma ora abbiamo paura che anche quest’anno finirà allo stesso modo». La scuola è nel caos, si viaggia in ordine sparso. Il semestre è finito e le Marche rinviano la riapertura a febbraio. Al dramma istruzione si aggiunge quello sociale, le famiglie faticano a tenere in piedi relazioni e lavoro. I problemi sono per le superiori, per le medie e per le elementari. «Viviamo un periodo complesso e difficile – afferma la dirigente dell’istituto comprensivo Rodari-Marconi, Ombretta Gentili – quest’estate e a inizio anno il carico di lavoro è stato pesante. Direzioni scolastiche ed enti hanno lavorato in sinergia per rispettare le disposizioni ministeriali. Sono state ampliate aule, create distanze tra banchi, realizzati dispositivi di separazione, attivate procedure di sanificazione. La scuola è stata sommersa da una nuova burocrazia con monitoraggi continui, registri, in un andirivieni di direttive. Abbiamo lavorato senza sosta giorno e notte, anche durante le ferie e nei fine settimana. Sono arrivati camion di mascherine e gel sanificanti. E oggi ci ritroviamo pieni di problemi. I docenti si assentano all’improvviso e facciamo difficoltà a reperire supplenti, a proposito di mascherine, non è facile indossarle a lungo per i bambini. Impediscono la comunicazione, l’espressione, cose essenziali nell’età della formazione. La didattica a distanza costringe a stare molte ore davanti al monitor e genera affaticamento, disturbi del sonno, stanchezza, stato confusionale. Il rendimento scolastico e la capacità di concentrazione peggiorano. Il Covid è un pericolo reale ma i danni delle misure di contenimento sono irreparabili per i nostri figli».

10-1-2021

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