Maglioni, coperte, libri e giochi. Ai poveri 300 pacchi sotto l’albero di Natale

Trecento pacchi dono alle famiglie in difficoltà, è il bilancio d’inizio dei servizi sociali. L’assessore Luca Piermartiri ha ideato e portato avanti l’iniziativa solidale. Negli scatoloni c’è stato messo un po’ di tutto: guanti, sciarpe, cappelli, maglioni, coperte, creme e prodotti di bellezza, libri e giocattoli. Hanno aderito all’iniziativa: Caritas, Protezione civile, Aloe, Vicino a Te, Ant, Volontariato Vincenziano, Samaritano, Bla Bla Clown e le parrocchie. La raccolta è terminata il 23 dicembre e il 4 gennaio i pacchi sono stati consegnati. «In questo momento di difficile congiuntura economica abbiamo voluto dare un segno di vicinanza alle persone in difficoltà – spiega Piermartiri e aggiunge – oltre ai tradizionali aiuti come i buoni spesa e i contributi dei servizi sociali, che normalmente vengono erogati, abbiamo cercato di portare lo spirito natalizio a tutti, alle fasce più deboli in particolare». L’assessore ringrazia chi ha aderito alla raccolta, cittadini, associazioni e parroci, in particolare don Tony Venturiello che ha dato la disponibilità dei locali della chiesa come magazzino merce prima della distribuzione. Il Samaritano proprio ieri ha aperto anche una collaborazione con la parafarmacia di via Cavour, titolare il cinese Huijie Zhou che ha donato all’associazione di via della Montagnola pacchi di integratori alimentari a base di zinco, carnitina, vitamine. Tra le vecchie associazioni esistenti da decenni, come Samaritano e Vincenziane, si sta distinguendo da un paio d’anni, per attivismo, Vicino a Te. C’è tanta voglia di fare e la presidente presidente Tiziana Antonini è forte anche dell’esperienza maturata in Protezione civile. «Ho dato vita all’associazione nel 2018 e siamo cresciuti esponenzialmente nel tempo – spiega la volontaria – ho voluto avviare questa nuova avventura perché vedo sempre più persone in cerca d’aiuto. La classe media si è impoverita». Tiziana ha messo su un gruppo ben assortito, sempre operativi sono in 10 e tra loro ci sono professionisti ma in particolare pensionati che hanno tempo a disposizione e possono dare liberamente una mano. Parliamo di aiuti non solo per beni di prima necessità ma anche sul piano umano perché una bella chiacchierata di conforto può valere più di un pezzo di pane. Anche andare a fare la spesa per chi non può è un gesto d’altruismo notevole. E il lavoro è sempre in crescita. Quali sono i nuovi poveri? Chiediamo a Tiziana: «sono persone che hanno perso il lavoro o che un lavoro ce l’hanno ma non sanno fino a quando durerà, tutti cercano di sopravvivere» risponde Angelini e puntualizza «tutte le associazioni fanno la loro parte in piena collaborazione». A unire tutti nella rete solidale è la chiesa. Caritas e tutte le altre associazioni sono chiamate oggi più che mai a collaborare perché i dati Istat parlano chiaro. Un italiano su 12 è in povertà assoluta, significa che non ha mezzi per vivere con dignità. La fascia che si allarga di anno in anno e ad oggi rappresenta l’8,3% della popolazione residente. I numeri del disagio sono raddoppiati dal 2008, ossia dal periodo precrisi, e i bambini sono purtroppo la categoria più colpita. Sono i più penalizzati.

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