Ristoratori, cresce la mobilitazione

Le associazioni di categoria raccolgono le istanze dei ristoratori e sono pronte a unirsi per far sentire l’urlo di dolore delle categorie martoriate dagli stop & go governativi. Per la verità già per conto proprio conto tutti si erano già mossi e le richieste suonano tutte allo stesso modo: stop ai pagamenti, ristori e riaperture. Il direttore Confcommercio Marche Centrali Massimiliano Polacco parla della Federazione pubblici esercizi in seno all’associazione che dirige e rimarca «Fipe è stata l’unica federazione ricevuta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte». La Regione, sottolinea Polacco: «pur riconoscendo che il danno è da imputare alle continue chiusure stabilite a livello nazionale, ci ha accordato lo stanziamento di fondi per dare un po’ di sollievo alla ristorazione». Confcommercio è in stato di agitazione già dalle prime chiusure forzate. «Hanno ragione i ristoratori, occorre protestare per raggiungere un obiettivo comune» aggiunge la referente locale Confcommercio Maria Teresa Scriboni che ricorda l’azione congiunta con Confesercenti e i sindacati dei lavoratori e fa sapere «a diversi settori è stato chiesto un sacrificio sovradimensionato, le chiusure dei pubblici esercizi non riducono il contagio». La ristorazione ha perso 38 miliardi nel 2020, l’incertezza destabilizza, crea panico, rende impossibile programmare il lavoro. Elena Capriotti, referente Confesercenti Fermo, parla della videoconferenza con il coordinatore nazionale area turismo in Confesercenti Corrado Luca Bianca che c’è stato martedì scorso e spiega «a livello nazionale abbiamo presentato il documento politico, rappresentiamo esigenze che sono uguali per tutte le associazioni, già c’è unità d’intenti tra noi e volontà di farsi sentire a livello centrale. A rischio è la tenuta psicologica delle persone, cosa pericolosa perché un imprenditore non si può permettere di arrendersi». Le associazioni dell’artigianato si uniscono al coro: «con il balletto dei divieti, le imprese sono esasperate – dice Alessandro Migliore, direttore e segretario provinciale Cna – la ristorazione è un settore martoriato, pericoli di rivolta sociale ci sono anche in altri settori. Penso al manifatturiero. Questi scenari di incertezza non promettono niente di buono. Se vogliamo unirci per manifestare insieme Cna non si tira indietro». Anche Confartigianato lancia appelli ogni giorno. Lorenzo Totò, presidente in Provincia lo ribadisce «siamo pronti e disponibili ad unirci con le altre associazioni e i comuni per far sentire più forte il nostro appello in Regione e al Governo, nel rispetto sempre delle regole. Hanno più che ragione i ristoratori, devono poter riaprire le attività, ormai alla canna del gas». Guido Tassotti, albergatore e presidente dell’associazione Cuochi del Fermano, è sul piede di guerra: «la situazione è gravissima – afferma – mai prima avevo sentito così forte il lamento della categoria. Questo stop & go è insostenibile psicologicamente ma non è facile riunire gli imprenditori, individualisti per natura. Fare rete oggi, però, è necessario».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest