Scatena l’inferno nel condominio, Lido Tre Archi una polveriera

Un italiano di 36 anni scatena l’inferno a Lido Tre Archi, accorrono ambulanze, carabinieri e polizia per farlo placare. Le forze dell’ordine circondano il palazzo di via Tobagi dopo le devastazioni della notte, il delirio tra le 4 e le 6. Un condominio sotto scacco di un uomo che, con una catena in mano, ha rotto quello che gli è capitato a tiro e non si capisce perché l’abbia fatto. Ha danneggiato ascensore, porte degli scantinati, portone d’ingresso, vetture parcheggiate. I condomini si sono svegliati con il rumore di vetri rotti, specchietti infranti, carrozzerie sfregiate, vasi di fiori ridotti in mille cocci. L’uomo, come indiavolato, è rimasto ferito e ha lasciato chiazze di sangue sul pianerottolo e sulle scale. Che la situazione fosse sul punto di esplodere lo si sapeva da mesi. Gli appelli al presidio fisso di polizia si sono sprecati e vanno avanti dalla prima ondata della pandemia. Sembra che le restrizioni, le strade vuote, i bar chiusi e la gente a casa stimolino atteggiamenti borderline. Nello stesso condominio tra marzo e aprile erano dovuti intervenire i carabinieri in più occasioni, dopo le aggressioni a un transessuale. Nello stesso monolocale in cui vive il napoletano fino a ieri mattina convivevano cinque persone tra cui una giovane romena con il figlioletto di due anni. I due sono stati allontanati ieri mattina. Gli agenti di polizia in borghese li hanno prelevati per metterli al sicuro, probabilmente in una casa famiglia.

Nel frattempo in via Mattarella sono stati fatti sloggiare dal proprietario i tunisini che erano ospiti in un appartamento affittato a un’italiana, nordafricani che si erano fatti notare per furti, spaccio e occupazioni. Le loro masserizie sono state fatte volare dalla finestra di prima mattina e sono state raccolte subito dal camioncino delle pulizie. La serenità è durata poco nel quartiere ormai fuori controllo che prima delle restrizioni per le festività sembrava garantire un minimo di sicurezza, anche per la presenza senza precedenti di uomini e mezzi di polizia. Adesso è tornato il clima da guerriglia.

Gabriele Voltattorni, portavoce del comitato Corta è sulle barricate: «visto che hanno dato il via a un progetto di inclusione denominato Arco – dice – dovrebbero includere questi individui pericolosi per sé stessi e per gli altri». Una donna che fa sempre parte del comitato è molto preoccupata «quello lo conosco, prima o poi ammazzerà qualcuno – avverte – i servizi sociali dovrebbero intervenire». ci altri appartamenti occupati adesso – fa notare un pensionato – nella scala C R1 ci hanno già provato» e una ragazza propone: «I poliziotti in borghese dovrebbero bussare a tutti gli appartamenti di notte e se trovano prostitute, spacciatori e clandestini dovrebbero denunciare i proprietari per sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e traffico di droga».

30-12-2020

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