Sparisce uno zaino, dentro 15mila euro

Furti e occupazioni tra Lido Tre Archi e Porto Sant’Elpidio, ci va di mezzo un imprenditore calzaturiero di Monte Urano, gli hanno rubato uno zaino con dentro un valore di 15mila euro tra macchina fotografica professionale, computer e contanti, oltre ai dischetti dove teneva tutti i documenti dell’azienda degli ultimi 4 anni. Il raid si è verificato in strada, nell’auto parcheggiata davanti al circolo tennis all’estremo sud di Porto Sant’Elpidio, vicino al ponte sul fiume Tenna. L’uomo era a giocare a tennis mentre qualcuno rovistava dentro la sua autovettura. Indagano i carabinieri che starebbero per acciuffare il ladro, o i ladri. Risulta che il colpo messo a segno porti la firma di qualcuno residente nel quartiere a sud del ponte sul Tenna. Lì dove la scorsa settimana, i residenti se ne sono accorti ieri, sono stati aperti e svaligiati tre appartamenti al quinto piano in via Mattarella. Due di questi sono stati svuotati, hanno rubato frigoriferi e lavatrici. Proprio tra i palazzi delle vie a nord dei Tre Archi si è perso il controllo della situazione, le forze dell’ordine con l’ultimo blitz avrebbero scoperto addirittura un ripostiglio di armi ma per il momento queste restano solo voci mentre i raid e il furto dello zaino sono accertati. L’uomo che è stato derubato aveva parcheggiato l’autovettura alle 17, lo zaino era rimasto dentro e sarebbe sparito pochi secondi dopo, prima che scattasse la chiusura automatica della vettura. Come se qualcuno stesse tenendo d’occhio l’imprenditore. I carabinieri di Monte Urano hanno raccolto la denuncia e lavorano a braccetto con i militari di Porto San Giorgio che hanno la titolarità su Tre Archi. L’imprenditore spera di recuperare il pc portatile Apple del valore 2mila euro, una macchina fotografica professionale da 9mila euro e tutto il resto. Le indagini sono partite dallo zaino vuoto, recuperato nello scantinato di un palazzo di via Tobagi. Oramai è evidente che c’è un grosso giro di ricettazione dietro a questi furti e a nero si può trovare di tutto, dal computer ai pezzi di ricambio delle biciclette, dai cellulari ai frigoriferi, mobili e divani, perfino i grill del forno. Torna sull’attenti il comitato Corta che si era costituito durante il lockdown di marzo, quando c’era stata l’impennata di occupazioni nel quartiere multietnico. Del comitato fanno parte i residenti, per la maggior parte sono i condomini dei palazzi che vengono regolarmente razziati e dove circola la droga, oltre che i ladri. È polemica infuocata sui social e sui gruppi whatsapp dove le persone esprimono le loro preoccupazioni e la loro rabbia. «E’ tutto organizzato  – dice una donna – queste sono bande organizzate, è evidente, e ci sono delle connivenze con la gente del posto perché altrimenti non si spiegano queste cose, uno non può svegliarsi la mattina e aprire un appartamento e rubare un frigorifero». Qualcuno comincia a parlare di giustizia fai da te, di ronde, e c’è anche chi ha paura, dice di aver ricevuto minacce di morte, biglietti sotto la porta di casa con la frase: «se continui a rompere farai una brutta fine». Il portavoce del comitato Gabriele Voltattorni dice «non possiamo più andare avanti così, va a finire che qualcuno si farà giustizia da sé e si scatena la guerriglia urbana».

17-12-2020

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