Chalet blindati, riecco la mareggiata

La mareggiata che ci si aspettava è arrivata, l’ultima volta era stata il 13 novembre, stavolta si è fatta attendere qualche giorno in più ma si è presentata, in ritardo ma sempre paurosa. E pericolosa. Il vento forte ieri ha riportato a galla la paura e ricordi neanche tanto vecchi di chalet finiti sott’acqua, di danni a strutture pubbliche e private e rimborsi non pervenuti. Ieri mattina Porto Sant’Elpidio si è svegliata con le palme del lungomare in torsione, battute dal vento e dalla pioggia, e le onde di quelle che piacciono tanto ai surfisti australiani ma che terrorizzano i balneari. La pista ciclabile invasa dai detriti e il pericolo fino in centro, non più solo all’Orfeo Serafini, dove il Veliero e il Tropical hanno gli stessi problemi dello Storione o di Luna Rossa. Anche più a nord si sente la morsa del maltempo. Questa mattina potrebbe non essere un bel risveglio per gli operatori alle prese con un mare di problemi. Se nessuno finisce sott’acqua stavolta è perché, come spiega Stefano Alessandrini della Trattoria Trentasette: «l’onda, quando viene da nord come stavolta, è violenta ma non fa particolari danni». Sempre con le dita incrociate però e ogni minuto che passa si controlla la situazione, per vedere se peggiora. C’è anche da dire che ormai gli stabilimenti più in difficoltà si sono attrezzati, con le scogliere radenti, i cubi in cemento, i sacchi di ghiaia, accumuli di sabbia ai margini di strutture difese come bastioni. Di erosine si parlerà in videoconferenza con gli esperti della Regione il 25 novembre. Sta organizzando l’incontro Confartigianato. Si parlerà di coronavirus ma anche di un’altra calamità: le mareggiate.  Intanto solo con la giornata di ieri Tropical ha dimezzato il tratto di spiaggia che era stato assicurato al balneare per fare la stagione estiva. «Mezza giornata è bastata a spazzare via 15/20 metri di litorale, dove pago il canone – fa sapere Fiorenzo Talamonti che aggiunge – davanti allo chalet ho messo i sacchi a spese mie e pare che stiano reggendo. Vedremo se questa nuova giunta regionale risolverà il problema. Ci sarà un incontro a breve, ne parleremo». Certamente una rassicurazione sulla posa in opera delle scogliere emerse sarebbe cosa gradita, quantomeno un aiuto a resistere. Due settimane fa a Porto Sant’Elpidio c’era stato l’assessore regionale Stefano Aguzzi per una supervisione, proprio nella zona dell’Orfeo Serafini, da dove si dovrebbe partire con i lavori, scorrendo verso sud, con il primo stralcio. Il portoelpidiense Andrea Putzu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, anticipa che oggi farà tappa nelle strutture balneari per constatare di persona l’entità del problema «devo capire se ci sono stati danni e di che entità – dice – l’attenzione c’è sempre da parte mia e da parte della giunta regionale tutta in merito alla progettazione delle scogliere a Porto Sant’Elpidio. L’assessore si è dimostrato disponibile su questo fronte, auspico che si possa partire prima possibile con la soluzione. L’erosione è una priorità per me da sempre, è una battaglia che porto avanti dal 2003».

20-11-2020

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