Occorrono incentivi per la bonifica

Bonifica amianto e mappatura delle zone a rischio, da tre anni se ne parla a Porto Sant’Elpidio ma il Comune ha le mani legate. «La legge è sempre quella – dice il vicesindaco e assessore all’Ambiente Daniele Stacchietti – le risorse statali e regionali non ci sono. Passi avanti ne abbiamo fatti ma solo in relazione a privati che hanno investito per bonificare. Il tema è centrale per noi ma servono contributi statali e regionali, specie in questa fase drammatica. Incentivare il recupero è fondamentale ma l’unica formula per poterlo fare è il finanziamento al 110%». Nel documento unico di programmazione in riferimento alla tutela e al recupero ambiente l’amministrazione ha previsto, oltre all’attività di routine, anche la gestione e il controllo sulla bonifica dell’amianto da parte dei privati. «l’Ufficio ambiente è molto attivo – spiega Stacchietti – informiamo e seguiamo i cittadini sui percorsi che devono avviare e su passi da compiere per la messa in sicurezza e gli smaltimenti ma non nascondo il problema: queste operazioni sono molto costose – afferma il vicesindaco – com’è stato in passato con l’incentivo si dovrebbe fare oggi. Il quadro nazionale prevede un sostegno nell’ambito del 110% ma non per rimuovere l’amianto. Diventa difficile ottenere le risorse per risolvere il problema a monte». Il pericolo si concentra su poche aree cittadine. Una mappatura del territorio non c’è e. Gli edifici pubblici sono monitorati censiti e perlopiù bonificati ma i capannoni industriali dismessi e i condomini realizzati tra gli anni ’60 e ’90 hanno i tetti in cemento amianto, che può essere pericoloso per la salute. Ci vorrebbe uno screening completo della cittadina rivierasca, il boom edilizio nel trentennio 60/90 ha imbottito la città di edifici e fabbriche che andrebbero riqualificati. Sul tema dell’amianto la capogruppo Pd Annalinda Pasquali, quando era assessore all’Ambiente, nel primo mandato del sindaco Nazareno Franchellucci, aveva organizzato un convegno per affrontare con la cittadinanza gli aspetti tecnici e sanitari sull’uso dell’amianto in edilizia. Quella tavola rotonda ebbe poco seguito, segno che gli elpidiensi si preoccupano poco della salute, oppure mancano i soldi per interventi costosi. Come diceva il vicesindaco, costa smantellare tetti pericolosi. Responsabile del Rischio amianto a Porto Sant’Elpidio è Eliano Marangoni di Porto Recanati. Questa figura è obbligatoria per legge nei comuni. Le Marche sono tra le principali regioni italiane con maggiore presenza di amianto, soprattutto nelle zone industriali. La presenza di questo materiale può avere risvolti importanti dal punto di vista epidemiologico. I tetti di certi capannoni andrebbero rimossi e ricostruiti o incapsulati o coperti. La mappatura permetterebbe di rilevare la presenza di materiali contenenti amianto solo sui tetti degli edifici. Nel centro abitato il rischio maggiore riguarda i condomini costruiti sempre con tetti in cemento amianto. Il censimento regionale risale al 2002 e prevede la mappatura di edifici industriali e pubblici. Il fatto che siano passati 18 anni senza aggiornare i dati è un’altra situazione negativa da affrontare e risolvere.

19-11-2020

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