Magistrati corrotti, i bravi vanno dietro la lavagna in punizione, i somari sono premiati

Due anni e mezzo d’indagine, 11mila pagine d’inchiesta per 1 km su una Punto, per mangiare una pizza con l’amico carabiniere e il sindaco di Bolzano. Uno spreco di risorse senza precedenti per fare fuori un magistrato capace che non fa parte dei Palamara Boys, ancora tutti dentro, col culo bello caldo in poltrona. Lui no, troppo bravo, e non fa parte del sistema delle correnti. Per questo l’hanno fatto fuori con l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Igor Secco e dal procuratore di Bolzano Giancarlo Bramante.

Due anni e mezzo di tempo perso dietro l’ex giudice dell’Aja per 1 km sulla Punto. Per lui l’ipotesi di peculato, uno che in 11 anni di attività andava in Olanda da Bolzano con la sua automobile, con la navetta e col treno, a spese sue.

Di questo magistrato si sta occupando il quotidiano La Verità e stamattina se ne è occupato Simone Spetia su Radio 24 con l’intervista dl diretto interessato: Cuno Tarfusser. L’inchiesta prende il via il 29 dicembre 2017. Tarfusser, magistrato, giudice della Corte penale nazionale da 10 anni e prima procuratore a Bolzano, dove realizzò il modello organizzativo che consentì di risparmiare e rendere il servizio più efficiente. Il 29 dicembre 2017 arriva l’accusa di peculato, perché? Perché Tarfusser aveva organizzato, con alcuni collaboratori, una pizzata a pranzo e dal centro di Bolzano fino al locale che si trova nei pressi del palazzo di giustizia è stato accompagnato, insieme al sindaco, con una Fiat Punto dei carabinieri per poco più di un km.

Adesso la procura ha chiesto l’archiviazione per tenuità del fatto perché si vorrebbe far passare il concetto che il fatto sussiste ma è talmente lieve che non si procede. Il punto è che Tarfusser adesso vuole andare avanti perché vuole il proscioglimento in quanto il fatto proprio non sussiste. Tarfusser nella memoria difensiva riporta le chat tra l’attuale procuratore di Bolzano Giancarlo Bramante e Luca Palamara, l’intrallazzatore radiato dalla magistratura dai suoi stessi compagni che hanno ottenuto favori da lui.

In chat Bramante e Palamara parlano di Tarfusser. Bramante dice a Palamara di aver tagliato la testa all’organizzazione (che funzionava mentre ora è stato tutto smantellato e non funziona più, ndr). Bramante dice a Palamara di aver fatto fuori gli uomini che lavoravano con Tarfusser, il quale sospetta di essere stato fatto fuori perché concorreva alla guida di uffici giudiziari di peso come Roma e Milano.

“Io non ho, e sono onorato di non avere, nessun tipo di collegamento con la magistratura associata – dice Tarfusser – ritengo e ho sempre ritenuto che l’indipendenza non sia solo un concetto da sbandierare quando è necessario ma che sia un’autonomia. Io sono abituato a metterci la faccia e la firma e non a parlare attraverso chat. Evidentemente non sono quello che si ritiene essere il modello di magistrato che serve per ottenere questi posti. Ho fatto 7 domande per uffici direttivi perché volevo mettere al servizio la mia esperienza gestionale interna, e i miei risultati parlano chiaro, e la mia esperienza internazionale. Se questo non è sufficiente per ottenere un ufficio direttivo, che è l’unico attraverso il quale si può veramente incidere a favore dell’amministrazione della giustizia, a favore dei cittadini, non avrò l’ufficio direttivo”.

Quando ha provato a concorrere per la guida della procura di Milano non l’hanno nemmeno convocato. E’ vero? Gli chiede il giornalista e lui risponde “no no (ride) è stato simpatico perché mi hanno mandato una mail inviandomi il prestampato per il rimborso delle spese ma senza indicarmi né il giorno né l’ora in cui avrei dovuto essere a Roma e quindi, sostanzialmente, non mi hanno invitato”. 

Il tema del funzionamento della giustizia è strettamente collegato a come vengono selezionati gli incarichi di vertice all’interno delle procure, all’interno dei tribunali e se questo avviene per cooptazione correntizia è ovvio che poi le cose funzionano male. “Il sistema è gravemente malato, è questo il punto – dice Tarfusser – secondo me si deve fare una scelta, o si dice che le nomine agli uffici direttivi sono di natura politica, e allora si faccia come si vuole però lo si dica chiaramente, oppure è una nomina tecnica e che ha a che fare con le capacità manageriali, allora ci si attenga alle norme”.

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