Crollo dei fatturati, commercio in ginocchio: “solo con l’asporto non resistiamo”

La rete del delivery è servita a Porto Sant’Elpidio, ma funziona? Il Comune stila la locandina per incentivare le famiglie portoelpidiensi a comprare il pranzo e la cena con i servizi da asporto e consegna a domicilio. Le attività coinvolte ovviamente sono i negozi di generi alimentari, i locali di somministrazione cibo e bevande. L’elenco è stato aggiornato al 6 novembre e sono 28 esercizi in rete. Le offerte spaziano a 360 gradi, si va dalla trattoria al ristorante americano, dalla pizzeria alla gelateria. Aperti tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dal martedì alla domenica. La scelta è varia. Il delivery può funzionare dalle 12 alle 14, dalle 19 alle 20.30 ma anche dalle 16 alle 21.30, e perfino dalle 7 alle 18, dipende dall’attività e dal prodotto che si offre. C’è anche il ristorante cinese che funziona con l’asporto dalle 17 alle 22. C’è il bistrot, c’è chi fa solo arrosticini e olive all’ascolana, ci sono pizzerie, osterie, piadinerie, rosticcerie, ristoranti di pesce o di carne. Come sta andando il delivery per tutte queste persone? «Da noi va forte da sempre, abbiamo esportato qui il servizio sull’esempio milanese, sono quattro anni che facciamo il servizio a domicilio, da quando abbiamo aperto, all’inizio eravamo solo noi e Why Not – dice Sole Chatoui del Moyto, pizzeria e ristorante di carne in via Trieste –  in questa fase ci penalizza il fatto che non siamo più gli unici a farlo e si riduce la fetta di mercato per noi ma a Porto Sant’Elpidio stiamo cercando di lavorare sulla rete di territorio e dobbiamo suddividere tra noi gli introiti, sappiamo benissimo che questo servizio ci aiuterà a superare questo momento ma per tre, quattro mesi al massimo, non oltre». Un anno fa un gruppo di ragazzi ha aperto il Garage 58 in via Battisti, ristorante pizzeria, e si sono trovati tra capo e collo il coronavirus tra lockdown e seconda ondata, ciononostante Gianluca Rizzi è ottimista «troviamo una nota positiva in questo contesto negativo – dice il ristoratore – siamo rimasti in due a lavorare, c’è una ragazza in sala, noi aprivamo il locale alle 18 e adesso dobbiamo chiuderlo a quell’ora. Che dire, speriamo di ripartire a pieno ritmo il 4 dicembre ma di questo passo, con i contagi in aumento, non è detto che si possa lavorare a Natale, con il servizio d’asporto non pensiamo certo ai guadagni, ma solo a mantenere la clientela». Gerardo Graziano è titolare del Re Matto, osteria dove si mangia dell’ottima carne in via Norvegia, Gerardo se la cava perché non ha dipendenti e la sua è un’attività di famiglia, ci lavorano lui, la moglie e il figlio. «Dico la sincera verità, noi lavoriamo poco con il delivery perché la carne la devi mangiare calda, al tavolo – dice l’oste – le grigliate si possono prendere d’asporto per portarle a casa e riscaldarle, sono buone lo stesso, ma il resto che prepariamo noi va mangiato al ristorante. Non ci lamentiamo perché siamo in tre di famiglia e abbiamo la nostra clientela, vengono anche da Civitanova a mangiare da noi. Certamente, il pensiero va a dicembre, secondo me chiuderanno tutto un’altra volta come hanno fatto a Pasqua».

 

8-11-2020

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