Non è il virus cinese il nemico, quello è il problema

Non è il virus cinese il nostro nemico, come continuano a dire gli incapaci che dovrebbero trovare le soluzioni ai problemi e i loro inaffidabili sostenitori. Il nostro nemico, purtroppo, è un virus di ben altra entità, assai pericoloso e malefico. Un virus che conosciamo e non molla, esiste in Italia dal ’43. Giampaolo Pansa li chiamava gendarmi della memoria, quelli che imprigionano la verità, sulla guerra civile italiana, che resiste.

Lo vedo ogni giorno, con pensieri e parole censurati, silenziati, occultati a favore di pensieri e parole valorizzati, sponsorizzati, promossi. L’ho visto a Torino al Salone del libro, con la porta chiusa in faccia a una casa editrice che offre chiavi di lettura alternative rispetto alle interpretazioni omologate. Lo vedo a Roma, dove siede sul gradino più alto del palazzo che deve prendere le decisioni un signor nessuno circondato da una corte dei miracoli e supportato da esperti del mercimonio, abili nel tirare i fili.

Quando sento nei dibattiti in tv politici, commentatori, giornalisti dire che “il nostro nemico è il covid e quello dobbiamo combattere uniti” mi viene voglia di prendere questi signori per i capelli e tirarglieli fino a strappare via qualche ciocca perché ripenso a Orwell, a 1984, alla neolingua, al bipensiero, al ministero della Verità, alla propaganda di Partito. Penso alla guerra civile, a quella parte d’Italia che da sempre fatica a fare i conti con la verità.

E’ evidente che il nostro nemico non può essere il coronavirus perché il virus cinese è il problema, e come tale va risolto. Il nostro nemico è il virus che nega la verità, nemico della libertà di pensiero, di parola, d’impresa. Nemico della salute e della vita. Non serve la tiritera dall’inizio, non occorre tornare alle date e ai nomi di chi brindava e abbracciava i cinesi in piena pandemia, e criticava chi indossava la mascherina. Guardiamo all’oggi, ai decreti del presidente del consiglio dei ministri che sembrano sbucati dal cilindro del cappellaio matto nel paese delle meraviglie.

Pensiamo alla Calabria, al commissario alla sanità nominato dal signor nessuno che non sapeva di dover predisporre un piano d’emergenza anti virus ed è stato cacciato a cose fatte (anzi non fatte) sempre dal signor nessuno, il quale lo ha sostituito con un altro commissario convinto che il contagio avviene solo se ci si bacia per quindici minuti.

Non è il virus cinese il nemico.

Il nemico è un virus maligno di ben altra natura.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest