Il male esiste, si chiama Brahim Aoussaoui. Poi c’è il male assoluto, e sono i nostri

Il male esiste. Satana, il diavolo, chiamatelo come vi pare, è ampiamente in circolazione, è componente della natura umana. Il Vangelo non ci dice che siamo tutti innocenti, magari incapaci di intendere e di volere o perché i fatti non costituiscono reato.

Il Vangelo ci dice che siamo tutti peccatori e quindi siamo destinatari della misericordia di Dio. A questo punto, se a chi legge è venuto il latte alle ginocchia vada altrove perché ho appena cominciato con lo spunto offerto dal cardinal Giacomo Biffi.

Vado avanti a dire che, da cristiana, preparo la guerra perché aspiro alla pace. Non ci sono trattative per accordi di civile coesistenza e la paura non può diventare un’abitudine, uno stile di vita. Bisogna sapere danzare sull’orlo dell’abisso per difendere le proprie radici, la propria cultura, la propria religione, la propria libertà, dignità, la propria vita. Si deve partire con l’accettazione della realtà senza infingimenti e per questo il punto d’origine è rendersi conto che non esiste la pace come metodo di vita perché la pace è uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia. La pace non consiste nell’invocarla ma nel creare le condizioni per averla. Il pensiero politicamente corretto non può arrivare a tali livelli di pensiero, ne prendo atto.

Il male esiste, si chiama Brahim Aoussaoui, l’attentatore di Nizza. Sbarcato a Lampedusa a settembre, trasferito in un centro d’accoglienza, ha viaggiato tranquillo fino in Francia dove non aveva ancora presentato domanda d’asilo e non era schedato dalle associazioni che si occupano di accoglienza. Indagato dalla procura di Agrigento per immigrazione clandestina, intanto che andavano avanti le indagini, ha avuto il tempo e il modo di sgozzare tre persone ieri mattina nella chiesa di Notre-Dame. Una delle tre, una settantenne in preghiera, è stata decapitata. Il male è Brahim Aoussaoui, il tunisino terrorista islamico che, al grido di Allah Akbar, ha compiuto la carneficina. Il male è anche Abdoulakh Abouyezidvich, il ceceno terrorista islamico che ha decapitato il professore francese Samuel Paty. Ma, lasciatemelo scrivere, quello che mi fa più male sono i mali di casa nostra. Sono le scimmie che all’occorrenza sono cieche sorde e mute. Quelle che s’inginocchiano per George Floyd e per nessun altro, se bianco e magari cristiano. E se parla ai suoi ragazzi di libertà. I nostri mali sono quelli che coprono, e quindi negano la matrice delle mattanze. Quelli che nelle ore immediatamente successive ai fatti si sono affrettati a dire la loro parlando del tunisino terrorista islamico come di un terrorista, o di un pazzo, senza mai parlare di Islam radicale, di fondamentalismo islamico.

I nostri mali, i miei mali sono i negazionisti dell’evidenza, primo tra tutti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che condanna “il deplorevole gesto di violenza” e parla di “fanatismo di qualsivoglia matrice”. No caro, la matrice è islamica. Altri mali a seguire vanno da Enrico Letta a Roberto Fico, da Giuseppe Conte a Monica Cirinnà, da Ivan Scalfarotto a Roberto Gualtieri, da Tommaso Nannicini ad Andrea Marcucci fino a Valeria Fedeli. Costoro non accennano al terrorismo islamico ma si gongolano con parolette come “vile attacco”, “terrorismo”, “pazzi da fermare”. Si riempiono la bocca in difesa dei valori della “laicità e democrazia”. E’ il politically correct, bellezza! Ciechi, sordi e muti. Non vedono, non parlano, non sentono, mentre il male è là che entra in chiesa e grida Allah akbar mentre sgozza, accoltella, decapita la settantenne in preghiera. Quello non è attentato alla laicità, quello non è un pazzo ma un jihadista che considera infedeli i cristiani e li elimina. È la mia civiltà sotto attacco e quelli che stanno da questa sponda e si coprono la bocca, le orecchie e il naso continuano a parlare di islamofobia, di omotransfobia ma mai di cristianofobia. Ne deduco che loro sono il male assoluto.

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