Per San Crispino festa anti contagio

Mai prima è stato onorato il santo patrono dei calzolai come quest’anno, nel senso che mai in trent’anni la festa si era concentrata sull’aspetto religioso, che ha avuto il suo momento clou ieri in chiesa per la 31ª edizione. Don Tony Venturiello ha conquistato tutti, si è accalorato nell’omelia che ha fatto il punto sul momento che stiamo vivendo e ha tracciato una linea, una traiettoria sul futuro. C’erano nove uomini di Chiesa. Due in quarantena fiduciaria: don Tarcisio Chiurchiù e don Hari Haran Sagadevan seguivano la messa da casa grazie alla diretta Facebook curata da don Paolo Canale. Con don Tony e don Paolo nella chiesa della Santissima Annunziata c’erano don Romolo Illuminati, don Matteo Sardellini, don Edward Thome della diocesi di Parigi, don Lorenzo Torresi nuovo acquisto di San Pio X e il diacono Sergio Stacchietti. Per questi abiti talari è scattato l’applauso, meritatissimo perché in periodo di lockdown le messe sono venute meno e ci sono mancate. Adesso, con l’ultimo dpcm che porta a nuove restrizioni e chiusure, i parroci diventano punto di riferimento. La cerimonia religiosa ieri si è svolta all’interno, ma sul sagrato sono state posizionate altre sedie e tutti i posti si sono riempiti. «La chiesa non è il luogo del contagio» dice don Tony prima di mettersi a parlare dei santi e del senso della festa patronale. Magistralmente il parroco del Centro è riuscito a creare le condizioni per affrontare l’argomento pandemia attraverso i santi Crispino e Crispiniano: «siamo tutti fragili, il coronavirus ci sta mettendo paura, ma dobbiamo avere la forza di lottare e ai nostri santi dobbiamo chiedere di darci il coraggio di amare la vita e di cambiare, quando le situazioni lo richiedono». Don Tony parla anche di un ragazzo che l’ha avvicinato piangendo perché, diceva: «gli adulti dicono che non c’è futuro per noi». E invece no, il sacerdote rivolto agli anziani li ha invitati a ridare speranza alle nuove generazioni e con la frase «vinceremo questa battaglia» ha chiuso la predica. Fuori c’era la festa con tanta gente in piazza e per le vie del centro. Con le caldarroste, le luminarie, i gonfiabili per bambini, il passeggio. E l’augurio del sindaco Nazareno Franchellucci su Facebook «nessuno avrebbe mai immaginato di vivere cosi la festa, senza stringersi le mani per gli auguri, senza processione, senza il concerto e la fiera, ma nutriamo la speranza che tutto possa rapidamente finire e torni la certezza del domani».

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