Stretta su locali e movida

Fine settimana tranquillo, forse anche troppo, le notizie di questi giorni sul coronavirus hanno sortito l’effetto di un coprifuoco volontario tra la popolazione. C’è sempre chi fa il furbo tra gli esercenti, magari per non dover chiudere l’attività. Un barista sabato sera ha chiuso il locale a mezzanotte per poi riaprire, c’è un’indagine in corso. Sul fronte dei controlli per far rispettare le restrizioni c’è la mordacchia alla movida. In questa fase l’incertezza sui provvedimenti grava sul mondo del lavoro. Difficile definire i contorni della nuova stretta, manca una sintesi su diversi aspetti, dalle chiusure di bar, pub e ristoranti la sera allo stop a fiere e congressi fino all’ipotesi di vietare il consumo di alcolici in piedi fuori dai locali dalle 18. Divisivo il pacchetto delle misure anti movida. Il punto di caduta è la chiusura serale dei locali che affossa un settore già in ginocchio. Qualcuno spinge per misure ancora più dure nel weekend, altri sono contro le nuove chiusure. «Chiudere il bar alle 24 il sabato sera è come mangiarsi la carbonara senza guanciale» confida una barista esprimendo un pensiero comune a tutti quelli della sua categoria. L’assessore alla Sicurezza e al Commercio di Porto San Giorgio Valerio Vesprini è tra l’incudine e il martello con due deleghe che mettono insieme controllori e controllati ed è proprio la problematica vista da due lati agli antipodi che gli fa dire: «con il tamtam di notizie allarmistiche di questi giorni, dove si parla di casi in aumento, la popolazione è smarrita, impaurita, c’è il coprifuoco la sera di gente ce n’è poca in giro. La città si è spenta. I commercianti sono tutti sulla stessa linea, bombardati da informazioni che mettono paura». La Prefettura fa la sua parte per far rispettare le regole, pronta a sguinzagliare ove necessario le forze dell’ordine fuori dai locali perché le municipali da sole non ce la fanno. Di questo s’è parlato nell’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza. Di seconda ondata tanto s’è detto ma poco s’è fatto a livello di governo centrale e questo genera un cortocircuito e grattacapi per tutti. L’ipotesi di nuove misure restrittive scatena il panico del colpo di grazia per l’economia e spegne vitalità, speranza, voglia di lottare. Il risultato è che c’è meno gente in giro. La municipale di Fermo non è operativa dopo le 20 ma, fino a quell’ora, di ieri sera, dice che è stato tutto tranquillo e non si sono registrati assembramenti perché non c’è stato movimento. Stessa cosa dice la municipale di Porto Sant’Elpidio che, a differenza di Fermo, è stata in strada fino all’una sabato e fino alle 21 domenica. Anche lì di passeggio se n’è visto poco, gli agenti in servizio fanno sapere che c’è stato solo da far notare a un gruppetto di giovani che dovevano mettere la mascherina ma è finita lì. Pochi controlli nei locali. Idem nell’entroterra, stessa situazione di apparente tranquillità registra la compagnia carabinieri di Montegiorgio. Le pattuglie si sono limitate a passare e rallentare davanti ai locali per guardare dentro, assicurandosi della chiusura a mezzanotte. Ma chi ha fatto il furbo rischia. A Porto Sant’Elpidio un bar ha chiuso a mezzanotte e poi ha riaperto. La polizia parla di una falla nel decreto ma è stato aperto un fascicolo e non è detto che non arrivi la multa all’esercente.

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