In Francia hanno già cominciato. In Italia, eccetto un temerario avvocato, si dorme ancora

In Francia hanno già cominciato a fare chiarezza, da noi il banco degli imputati attende Conte il 17 novembre a Trento.

Fa discutere l’indagine a Parigi, sono state perquisite ieri case e uffici dell’ex premier, del ministro della Salute e di altre figure di rilievo. Tutti accusati di non aver contrastato l’epidemia.

La giustizia francese ha già cominciato a indagare sulla strategia adottata dal governo di Parigi nella gestione del coronavirus. L’accusa rivolta ai rappresentanti politici e funzionari è “di essersi astenuti dal combattere”. L’obiettivo delle perquisizioni è di trovare le prove capaci di chiarire se le persone citate in giudizio si siano rese conto o no dell’utilità delle misure da adottare per combattere la diffusione del virus. Gli inquirenti cercheranno di capire se i membri del governo abbiano volontariamente scelto di non adottare certe soluzioni per limitare la propagazione del coronavirus. Il 7 luglio scorso è stato aperto un fascicolo dopo le 99 denunce presentate da parte di privati durante il lodkdown. Le indagini ora sono solo all’inizio.

In Italia? La gestione dell’emergenza sanitaria da parte del premier e del governo giallorosso è ampiamente giudicata in maniera negativa da esperti e addetti ai lavori. Se ne parlerà tra un mese ma in questo caso va in Tribunale la libertà negata, non la gestione del virus, e pure in questo caso sono una Procura si è svegliata, quella di Trento. Il gip Claudia Miori deciderà se rinviare a giudizio Conte, accusato di attentato alla Costituzione, abuso d’ufficio e violenza privata. La Procura di Trento è la prima a farsi sentire dopo l’esposto dell’avvocato Edoardo Polacco che ha denunciato Conte presso varie procure in tutta Italia. Le accuse riguardano il lockdown imposto dal governo che avrebbe infranto le libertà costituzionali dei cittadini.

Ma un’altra tegola giudiziaria incombe sulla testa di Conte e dei suoi ministri, in particolare su quello della Salute Roberto Speranza. La vicenda riguarda il “piano secretato” che conterrebbe previsioni spaventose sulle conseguenze dell’epidemia e che avrebbe guidato le scelte del governo in contrasto al covid del quale nessuno fino ad ora ha potuto prendere visione. La domanda è come sia possibile tenere nascosto ai cittadini un documento del genere. E viene da pensare alla frase spavalda del premier Conte diretta ad altri ma ascrivibile alle sue azioni: il governo continua a lavorare con il favore delle tenebre.

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