Si riaccende la fiamma per il Gigli, il Comune vuole tutto l’immobile

Si riaccende la fiamma per il Gigli, il Comune vuole tutto l’immobile

La decisione arriva dopo un’infinità di tira e molla con la delibera di giunta: l’amministrazione vuole comprare tutto il Gigli, non una parte, a patto di non pagarlo 3.500 euro al mq come avrebbe voluto il proprietario Aldo Moreschini titolare della ditta Azzurro Srl. Ideale a occhio e croce sarebbe un acquisto a 2,2 mln tutto anziché a 1,9 mln per due/terzi degli spazi, come era nell’accordo con il privato. Il sindaco Nazareno Franchellucci circondato dalla giunta butta là l’ultima chicca come fosse una notiziola, o come la ciliegina sulla torta, a fine conferenza sulla festa patronale. Tutti aspettavano da un giorno all’altro il famigerato parere dell’Agenzia del Demanio a stabilire una volta per tutte la bontà dell’operazione per le pubbliche casse, ma il coronavirus ha cambiato il mondo e c’è bisogno di spazio. Questo è l’attacco del sindaco e si capisce che sotto-sotto c’è la crisi, anche dell’edilizia. Case e negozi si vendono male e al Gigli solo un acquirente è interessato su tutti: il Comune. Viene da pensare al tempo perso dal 2016 a oggi. Si sarebbe potuto espropriare e chissà, comprare a mezzo milione un immobile da restaurare ma con i se e con i ma la storia non si fa, quindi si apre un nuovo corso: taglio del nastro entro l’anno di un immobile tutto pubblico, c’è un mese e mezzo di tempo. La trattativa andava avanti da un pezzo. «Il Gigli nella riqualificazione del centro è elemento fondamentale – dice Franchellucci – deve dialogare con il mercato coperto la cui progettazione definitiva sta per essere affidata (così lunedì pomeriggio, ndr). Le due strutture devono essere unite architettonicamente e nei contenuti e non possiamo più aspettare per accendere le luci, il Gigli deve funzionare e bisogna accelerare con le procedure. Il nostro operato non è più subordinato al parere dell’Agenzia, valutiamo l’acquisto di tutto». La giunta approva l’atto di indirizzo e dà mandato all’Ufficio tecnico di interessare il privato per fare una proposta al Comune. «Da settimane c’è un dialogo stretto con la proprietà – si viene a sapere – qualora ci sia una convergenza entro l’anno la pratica è chiusa» così Franchellucci, lo stesso che negli anni addietro diceva che il Comune non poteva accollarsi la responsabilità di tutto l’immobile. Ma dopo il virus è cambiato il mondo e «l’amministrazione ha tutto il vantaggio di gestire un locale anche con una destinazione commerciale, ripartiamo dai numeri indicati dal Demanio». I rapporti con Moreschini sono «buonissimi». Servirà un mutuo «ci dobbiamo prendere la responsabilità diretta di tutto l’immobile». Alla domanda sull’ipotesi esproprio mai percorsa Franchellucci richiama il caso via Martiri delle Foibe, che però è un’altra storia. In piazza la possibilità di prendere tutto il pacco grezzo a mezzo milione e poi restaurarlo c’era. Il privato sembrava interessato a cedere. Oggi però siamo qui a raccontare altro e c’è un punto fermo: a 3.500 euro al mq il sindaco dice che non si mette neanche a sedere per trattare. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio Marcotulli, è il momento più sbagliato questo per indebitarsi, visto che ce n’è fino al 2040 «il sindaco modifica in corso d’opera una trattativa e continua a sommare errori su errori – attacca il consigliere d’opposizione – che l’immobile dovesse essere tutto di proprietà del Comune lo abbiamo sempre detto ma la scelta andava fatta subito. Ci mobiliteremo perché non passi sotto traccia quest’operazione. Quattro anni fa le parti potevano accordarsi per l’esproprio. Un prezzo ragionevole adesso è 2,2 mln». Rispunteranno i 400mila euro della caparra confirmatoria, su questa cifra si giocherà la partita, 400mila più 400mila meno. Somma pagata e non restituita, una partita di giro tra lotti di via Mameli e cineteatro da tenere presente.

Lo spettro del Covid sul Giro 

Una squadra ritirata e otto positivi al Covid tra ciclisti e staff. Lo spauracchio contagio si abbatte sul Giro d’Italia 103 con partenza oggi a Porto Sant’Elpidio, 11^ tappa. La carovana è in una bolla, ciclisti in albergo e sottoposti a test sierologici, confinato nelle stanze il gruppo Rcs che organizza e le troupe della Rai. Sono 22 le squadre in pista e domenica e lunedì sono stati effettuati 571 test sierologici, sono risultati positivi 2 corridori, 1 del Team Sunweb e 1 del Team Jumbo-Visma, più 4 membri dello staff Mitchelton-Scott, 1 del Team Ag2r-La Mondiale e 1 del Team Ineos Grenadiers. Tutti sono in isolamento e la squadra olandese Jumbo-Visma si è ritirata perché positivo al tampone è risultato Steven Kruijswijk, il capitano e uno dei favoriti. Ma lo show deve andare avanti e un’altra infornata di tamponi è prevista il 19 ottobre a Udine. «Teniamo duro« » dicono gli organizzatori, sperando che non intervenga un decreto ministeriale a stoppare tutto. Il Giro è valido con 15 tappe su 21 e quella di oggi con partenza da Porto Sant’Elpidio è l’11^ per 182 km con arrivo a Rimini. Ritrovo alle 10.30 in piazza Garibaldi, sfilata delle squadre sul lungomare Trieste e partenza ufficiale alle 12.15 dopo il trasferimento di 3300 metri fino al km 0 sulla statale adriatica direzione nord. Vietate sosta e circolare fino alle 19 in piazza Garibaldi e nelle vie del centro (Gramsci, Miramare, Piave, Umberto Primo, San Francesco d’Assisi, Principe Umberto, Dalmazia, Marinai d’Italia, Don Minzoni, Piave, Maddalena, Regina Elena, Diaz, piazzale Marconi, Orfeo Serafini), a sud (Faleria, Modena, Mameli, Curtatone, Pesaro) a nord (Trieste, Canada, Mar Ligure, lungomare Europa).  Raisport racconterà il villaggio di partenza mezz’ora prima del via della tappa sui canali 57 e 58 del digitale terrestre e l’anteprima del Giro fino alle 14 più il Giro in diretta e il Giro all’arrivo tra le 14 e le 16. Il processo alla Tappa in onda su Rai 2 alle 16.30, e il  TGiro alle 20.05  più il Giro Notte a mezzanotte e dieci su Rai Sport.

13-10-2020

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