Tenta di soffocare la convivente

Tunisino venticinquenne divorato dalla gelosia tenta di soffocare la compagna lunedì sera a Lido Tre Archi. Arrestato poche ore dopo è risultato clandestino e, dopo una notte al fresco, ieri mattina in Tribunale si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto. Subito scarcerato è stato accompagnato al centro per il rimpatrio. Era diventato il terrore per la convivente di pochi anni più giovane che, all’ennesima violenza, ha telefonato al 113

per chiedere aiuto. E si è scoperto che il violento era stato espulso già una volta, un anno fa, ma era tornato in Italia su un barcone e, da un mese, era stazionario a Lido Tre Archi. La volante della questura lunedì notte si è precipitata nel quartiere fermano per rispondere alla segnalazione di una ventenne che diceva di essere stata aggredita dal convivente ossessionato da lei al punto da segregarla in casa. La donna ha raccontato agli agenti gli abusi subìti, minacce di morte, offese irripetibili, violenze inaudite nei ripetuti litigi che scattavano per un nonnulla. Bastava che lei tardasse a rientrare cinque minuti quando usciva per fare la spesa ed erano sceneggiate interminabili. L’aguzzino la controllava, s’impossessava del suo cellulare per leggere messaggi e telefonate scandagliando amicizie e contatti. In preda a una furia cieca le tirava addosso di tutto in certi frangenti, piatti, bicchieri, soprammobili. Usciva e si portava via le chiavi per tenerla chiusa in casa. I poliziotti hanno ricostruito questa discesa all’inferno della poveretta che lunedì è riuscita a sottrarsi al convivente violento. L’uomo in un eccesso d’ira, l’aveva presa a schiaffi e poi le aveva stretto le mani attorno al collo fin quasi a farle perdere i sensi. Nella lotta per la sopravvivenza la vittima è riuscita a divincolarsi e, con un paio di calci ben assestati, s’è sottratta alla morsa ed è scappata per strada, ha composto il 113 ed è arrivata la Squadra volante. Non è stato necessario il ricovero ma i segni delle violenze c’erano tutti, graffi e tumefazioni al collo e sul viso. Il tunisino si è barricato in casa e ha tenuto duro finché si è visto costretto ad aprire la porta agli agenti. Era senza documenti e quindi è stato portato in Questura dove la Scientifica lo ha foto-segnalato. Ne è emerso che aveva un precedente, un decreto di espulsione emesso alla fine dell’anno scorso. Era stato allontanato ma era rientrato in Italia tre mesi fa, aveva girato mezzo Stivale da Sud verso Nord fino a tornare ad agosto a Lido Tre Archi. Arrestato per reingresso illegale è stato accompagnato subito nel carcere di Fermo e ieri mattina, dopo la tappa obbligata in Tribunale, l’Ufficio Immigrazione gli ha notificato un altro provvedimento di espulsione del prefetto quindi, con l’ordine di allontanamento del questore, è stato accompagnato al Cpr di Roma, dove resterà il tempo necessario per le procedure di rimpatrio. Potrebbero passare diversi mesi, anche sei mesi prima di essere riportato nel suo Paese, la Tunisia.

 

6-10-2020

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