Don Andrea ai saluti “grande emozione”

 

Continuerà a stare con i piedi per terra lui, e consiglia a tutti di fare lo stesso dal sagrato della chiesa del centro dove sono radunate, a occhio e croce, cinquecento persone domenica pomeriggio per salutare il don che se ne va. Don Andrea Andreozzi dice la sua ultima messa a Porto Sant’Elpidio prima di partire per l’Umbria dove sarà rettore del seminario di Assisi. «Dobbiamo continuare a stare con i piedi per terra» dice ai fedeli e prende a spunto un proverbio africano amato da Papa Francesco: «se vuoi andare veloce corri da solo, se vuoi andare lontano vai insieme agli altri». Lui è andato veloce e lontano, dice che gli dispiace di non fare più parte della partita a Porto Sant’Elpidio e accarezza con le parole i parroci che restano. Ricorda quand’è arrivato e fu accolto alla chiesa della Faleriense di don Tarcisio Chiurchiù, parla dell’accoglienza trovata alla Corva con don Paolo Canale, rammenta il campetto dei preti e don Tony Venturiello che l’ha voluto e realizzato, chiude con la sua chiesa, che lascia, a Marina Picena. Dice che «don Romolo ne ha viste tante di parabole, di preti amati da questa comunità, io non sono il primo né l’ultimo». Ricorda tutto il buono di Porto Sant’Elpidio, il volontariato, i quartieri, «la politica con tutte le sue anime». Dice che la mascherina ieri era proprio utile «per nascondere le emozioni». È circondato dai colleghi mentre la folla lo ascolta e applaude. È uno scrosciare di mani per quest’uomo che sembra un attore in un film per quant’è bello. Ce lo ricorderemo in giro in bicicletta, al mare con i bambini nelle colonie estive, a vestire e sfamare la povera gente alla Caritas, in tutte le occasioni utili a radunare un popolo attorno alla Chiesa. Un’istituzione don Andrea, un’anima fervida, una mente brillante dietro gli occhialini che non dimenticheremo e, anzi, vorremo rivedere andandolo a trovare ad Assisi. Alla guida della parrocchia di San Pio X per 13 anni adesso va nella città di San Francesco e riprenderà il cammino della giovinezza, ringrazia l’arcivescovo Rocco Pennacchio per avergli dato questa possibilità. Nemmeno il coronavirus lo ha fermato, quando s’è trattato di dire messa all’aperto anziché in chiesa. Quest’adunanza di popolo sul sagrato della chiesta della Santissima Annunziata in questa prima domenica di ottobre esprime, con una potenza impressionante, la forza di questo uomo di chiesa che invoglia alla comunione, allo stare insieme. Ed essendo la chiesa della Santissima Annunziata affacciata sulla statale gli automobilisti di passaggio non riuscivano a procedere, si fermavano, scattavano foto, filmavano con il telefonino, curiosi per quell’effetto speciale, tutta quella gente all’aperto ad ascoltare messa. Un piccolo miracolo di don Andrea, chissà. E lui che fino all’ultimo ha voluto ribadire che non era la cerimonia per una persona ma per tutto il paese. Eccellente, va detto, l’organizzazione dell’evento. Sedie alla giusta distanza, polizia municipale all’ingresso, il sindaco Nazareno Franchellucci in prima fila in mascherina insieme alla giunta e al consiglio al completo. Una bella domenica davvero.

 

4-10-2020

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