Non servono centrini moderati, servirebbe una componente anti tasse e pro imprese

Dopo le regionali, con 15 regioni su 20 in mano al centrodestra (Lega/Fratelli d’Italia/Forza Italia) mentre imperversa la bufera su Tridico che si raddoppia lo stipendio ad agosto dopo aver dimostrato la sua incapacità nella gestione dell’Inps, dopo che il Conte 2 si prepara a cancellare quello che di buono aveva fatto il Conte 1 (decreti sicurezza e quota 100) e ripropone il peggio del peggio (reddito di cittadinanza) una misura devastante per l’economia nazionale e la società perché disincentiva il lavoro e aumenta l’evasione, le tre forze di destra devono far pesare il fatto che sono forza di maggioranza in Paese.

Colgo lo spunto dell’arguto Daniele Capezzone che fa notare come a sinistra, certa stampa e certa politica, furbescamente in questi giorni invita il leader della Lega a essere più moderato. Parlano di moderazione quelli che lo vorrebbero morto, che lo hanno portato a processo, che lo attaccano attraverso le toghe politicizzate a lui avverse, che continuano inesorabilmente a voler fascistizzare l’avversario di destra presentandolo come un pericolo per la democrazia. E per queste ragioni non sono credibili, vorrebbero la Lega al 4%, innocua, marginale fino a fine legislatura per blindare il Quirinale e accettare un inesorabile commissariamento dell’Italia da parte di Bruxelles.

Ecco perché il centrodestra con Salvini leader deve lavorare giorno e notte in questi giorni e concentrarsi su cinque questioni decisive:

  • il rapporto con l’Europa: obiettivo non farsi marginalizzare, si può aggiustare il tiro ma non si può diventare europeisti in queste condizioni. Bisogna essere eurocritici e costruttivi rinegoziando, cercando alleanze. Capezzone ricorda le concessioni dell’Ue a David Cameron prima del referendum Brexit nel 2016 «fu troppo poco per le rivendicazioni britanniche, ma sarebbe moltissimo per l’Italia e altri Paesi».
  • sul Recovery fund il centrodestra dovrebbe fare una proposta che indichi come usare ogni euro che dovesse eventualmente arrivare in Italia. «Sarebbe interessante comprendere i progetti del responsabile Esteri Giancarlo Giorgetti, che ha opportunità enormi per incidere sulle scelte da fare a Bruxelles, per costruire una relazione solida con Washington, per chiarire la contrarietà a pasticci pro Pechino sul 5G».
  • Salvini farebbe bene a diffidare di chi vuole “normalizzarlo” «nell’era della turbopolitica mediatica (Trump docet) una componente forte e selvaggia della leadership è essenziale e il fatto che gli avversari si imbestialiscano ne è una conferma».
  • l’offerta politica a destra: non servono centrini moderati «semmai servirebbe una componente anti tasse e pro imprese fortemente liberale in economia, possibilmente rivolgendosi a fette aggiuntive di elettorato».
  • Le 15 Regioni su 20 governate dal centrodestra: come farle pesare a livello nazionale? Lavorando su proposte comuni. Impegnandole verso un obiettivo: zero tasse regionali aggiuntive (Zaia docet) come dire, dove governa il centrodestra, la Regione non chiede un euro di tasse in più. La stessa compattezza va costruita sul tema dell’autonomia presentandosi a Roma con una voce sola.

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