La serietà che ci manca

Cosa fa dire al Capo dello Stato che noi italiani “abbiamo a cuore la serietà” lo sa solo lui. Sergio Mattarella resta muto quando dovrebbe parlare e si preoccupa di Boris Johnson rischiando il ridicolo. Coglie l’assurdità, la goffaggine del presidente della Repubblica esposto a manifestazioni d’ilarità, Marcello Veneziani che scrive oggi su La Verità un pezzo da leggere, rileggere e imparare a memoria. Così, tanto per il gusto di non dimenticare e rimanere lucidi, mantenendo la capacità di leggere la realtà senza paraocchi, in maniera onesta, pulita.

«Ma dove vivi caro Mattarella?» domanda Veneziani. Di certo l’Italia non è un modello di serietà per il mondo intero, checché ne dica il Colle. Ce ne sono infinite di qualità degli italiani da sottolineare: l’ingegno, la laboriosità, la civiltà, la bellezza del paesaggio, la creatività, l’arte, la musica, i santi, gli eroi, i navigatori, Dante e le grandi scoperte scientifiche, il made in Italy e la generosità, la bravura, l’allegria … non è la serietà il tratto distintivo dell’italia.

«Ma si rende conto Mattarella che siamo l’unico Paese al mondo in cui un governo contro Salvini e i suoi accoliti è guidato dalla stessa persona che guidava un governo fondato su Salvini e i suoi accoliti?» avvia il ciclo di domande Veneziani, «lo sa che, a differenza del premier britannico che ha fatto una lunga scalata tra prove di governo ed elettorali, il nostro premier è nato sotto un cavolo?» e ancora «si rende conto che lo stesso governo italiano, la stessa maggioranza nel Parlamento italiano che aveva difeso e sostenuto il ministro dell’Interno Salvini quando aveva fermato lo sbarco dei migranti sulle coste siciliane, dopo pochi mesi ha votato per processarlo e incriminarlo per lo stesso sbarco? Si rende conto che il leader del partito più numeroso in Parlamento è Beppe Grillo, un comico non per modo di dire ma sul serio? E’ serio che il Parlamento di un Paese afflitto da problemi gravissimi e lacerato, spaccato in due e poi in mille odi e rancori, proponga (primo firmatario Piero Fassino) una legge per istituire Bella Ciao come canto nazionale dopo l’Inno di Mameli? E’ un Paese serio quello che pone al centro del dibattito in Parlamento una questione del genere? E’ serio uno Stato che affida a disoccupati che non sono stati in grado di trovarsi un lavoro il compito di cercare lavoro agli altri disoccupati e battezzandoli “navigator”? E’ serio uno Stato che dà un reddito parassitario di cittadinanza a un milione e mezzo di evasori? E’ un Paese serio quello che decide di risolvere le questioni ambientali, sanitarie e di traffico con i monopattini e i banchi con le rotelle? E cosa dovremmo dire al mondo sulla serietà della nostra magistratura, di certe inchieste a orologeria e ad personam, di certe lobbies mafiose in toga risultate anche dalle intercettazioni telefoniche?»

A dir la verità, se c’è una cosa che è sempre mancata al nostro Paese è la serietà, Veneziani ricorda Churchill quando a fine guerra disse che “a 45 milioni di italiani fascisti si aggiunsero 45 milioni di antifascisti, eppure questi 90 milioni d’italiani non risultano dai censimenti”. Suvvia presidente, non si dia pure lei alla comicità.

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